Suppletive, Paragone: “Aurigi è l’unico che conosce Siena, su Mps responsabilità anche del centrodestra”

“Sulla crisi del Monte dei Paschi ci sono parecchie impronte digitali: quella del centrosinistra prima su tutte, ma anche il centrodestra ha le sue responsabilità”. Gianluigi Paragone, senatore e fondatore di Italexit, non fa sconti a nessuno quando parla del destino dell’istituto di piazza Salimbeni.

Il politico ha passato una giornata intensa vissuta tra Sesto Fiorentino, Siena e Grosseto, luoghi chiamati al voto nel prossimo autunno. Quando parla all’appuntamento senese non può partire che dalla Banca, il cui destino è il leitmotiv dell’agenda della campagna elettorale. “Dentro Mps ci sono dentro pezzi di tossine che paghiamo caro tutti”, esordisce così Paragone che poi elogia il candidato di Italexit Mauro Aurigi: “è un senese doc che sa di cosa parla quando si parla di Mps”. Proprio la figura di Aurigi viene contrapposta agli sfidanti, a Elena Golini e Tommaso Marrochesi Marzi che, per Paragone, “vengono da fuori per essere sacrificati e non conoscono le dinamiche senesi”, mentre Enrico Letta “dopo essersi aggiornato alla corte dei francesi vorrebbe andare alla Camera attraverso Siena. Pescheremo voti tra le persone libere che non vogliono farsi prendere in giro”.

Si passa al tema del distretto delle scienze della vita, e del polo dei vaccini nel territorio. “Non ho problemi a pensare ad un polo di ricerca medica e scientifica. Favorevole a tutto ciò che riguardi la ricerca ma contrario a tutto ciò che viviamo oggi. Mi fa paura quando le multinazionali utilizzano la ricerca per andare in borsa e fare speculazioni, quando riescono ad aumentare i prezzi delle fiale durante un’emergenza”, chiarisce Paragone che poi non nasconde il suo scetticismo sui vaccini: “è un argomento che va messo a fuoco”, perché, con i vaccini anti-covid, “viene usato come strumento per ledere i diritti dei lavoratori distinguendoli in cittadini di serie a e di serie b”.

La chiosa è sui temi nazionali: il green pass e i vaccini obbligatori. “Contrario alle nuove misure del green pass: nel mondo della scuola ci saranno discriminazioni pesanti. Ci sono lavoratori che sono stati ‘spinti’ al vaccino, ma che non lo volevano fare. Altri invece sono costretti a pagare ‘un pizzo’ e comprarsi i tamponi per lavorare -attacca il senatore-. Il vaccino obbligatorio erga omnes sarà molto difficile. Quello che faranno tra ottobre e novembre è un siero obbligatorio per categorie: potrebbe diveltarlo per corpo insegnante, personale Ata, personale dei trasporti e dipendenti pubblici, potrebbero fare questo ma senza il mio voto-conclude-. Un aspetto ancora più vigliacco è che i nostri figli dovranno cedere a questo inganno perché sennò non potranno condividere pezzi di amicizia, giocare o andare ad allenarsi”.

Marco Crimi