Università, lectio magistralis di Amato: “Gli stati della Ue devono fidarsi tra loro invece di spararsi”

Ora “è il tempo di costruire l’Europa, ma la solidarietà tra gli Stati ancora non è istintiva ed istantanea. Dobbiamo fare scomparire le distanze tra di noi e, attraverso azioni comuni, dobbiamo capire che tra di noi possiamo fidarci, invece di spararci”.

Lo ha affermato il presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato durante la sua lectio magistralis “Identità nazionali e identità comune europea” in occasione del 25esimo anniversario della fondazione dell’allora Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Siena. Il tracciato della riflessione di Amato è partito dall’impero Romano, “da quando è caduto – prosegue Amato-. Abbiamo un continente diviso da nuclei locali di potere. Nuclei su cui si è costituito l’allora impero Carolingio”.

Su questo sistema, ha continuato il presidente della Corte Costituzionale, “si sono formati le identità nazionali e gli stati”. Amato è poi passato a parlare delle due guerre mondiali ed ha aggiunto che, dopo il secondo conflitto mondiale, è tornata “l’identità europea, un’identità che in passato era stata  solo culturale perché, dopo l’impero Carolingio, non aveva avuto più la forza della politica. Nei secoli – dice ancora Amato – però quest’identità comune europea è cresciuta, contestualmente all’identità degli stati nazionali, su principi giuridici e religiosi”.

Tra gli interventi c’è stato anche quello del Governatore Eugenio Giani. “L’aggressione della Russia all’Ucraina sul piano del concetto di democrazia, della violazione della libertà, dell’identità di un popolo, della sua autodeterminazione è talmente clamorosa che il processo di integrazione del centro Europa, nell’unione è assolutamente necessario. Se noi andiamo a vedere la conformazione geografica- ha proseguito Giani – il concetto di continente europeo ci porta dagli Urali all’Atlantico, dai Paesi scandinavi al Mediteranno”