Toscana zona arancione da mercoledì: ecco cosa cambia

Emergenza covid,  cambia il “colore” di molte regioni italiane e anche la Toscana è passata , in base ai 21 parametri di valutazione e al monitoraggio settimanale dell’istituto superiore di sanità, da essere un‘area a rischio gialla ad essere un’area a rischio arancione. Questo è quello che si apprende da un tweet del governatore dell’Abruzzo Marco Marsilio e da uno del presidente della Liguria Giovanni Toti. “Il ministro Speranza mi ha anticipato poco fa l’esito della riunione che ha stabilito il passaggio dell’Abruzzo, insieme ad altre quattro Regioni – Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana – nella zona arancione”, questo aveva scritto Marsilio.

Con la decisione che è arrivata in giornata oltre alle misure ,contenute nel Dpcm del 3 novembre, che sono valide per l’intero territorio nazionale – come il coprifuoco dalle 22 alle 5 – vengono inoltre aggiunto una nuova serie di restrizioni.

Il motivo potrebbe essere dovuto soprattutto alla trasmissione del contagio dentro le residenza sanitarie assistite: su oltre 12mila ospiti di 300 strutture ne sono contagiati 1100 e tra gli operatori si registrano 100 casi. La Regione proprio sulle Rsa si è detta pronta a varare un provvedimento ad hoc, “stiamo lavorando con tutti gli attori del sistema, al fine di varare un piano complessivo che consenta una più certa separazione tra ospiti positivi e negativi -aveva comunicato l’assessore regionale al sociale Serena Spinelli-.E’ un programma che definiremo nei prossimi giorni e che deve prevedere una rapida individuazione di ospiti ed operatori positivi, una corretta presa in carico assistenziale da parte del sistema sanitario e una adeguata collocazione degli ospiti nei livelli di assistenza più appropriati” .Difficile anche la situazione generale in alcune zone della Regione. I sindaci dell’area Empolese – Valdelsa avevano già invocato misure più rigide. Al momento il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha disposto ” un’indagine epidemiologica sulla zona per valutare l’applicazione di misure più stringenti”.

Siena è una delle province dove al momento il virus sta aggredendo meno(anche grazie ai sacrifici fatti), specie se facciamo un paragone tra i nostri numeri e quelli di altre realtà della Toscana, ma scene come quelle viste durante il weekend non sono d’aiuto. Sui social stanno circolando immagini di assembramenti in Piazza del Campo che si sono formati  nel pomeriggio di sabato 7 novembre, immagini che riflettono una mancanza di attenzione che potrebbe ulteriormente costarci cara.

“Continuiamo a mantenere lo sforzo e  a rispettare le prescrizioni che ci hanno imposto e questo ci permetterà di riprendere una vita regolare al più presto possibile”, questo era stato l’appello del Capitano Alberto Pinto, maggiore dell’Arma dei carabinieri della compagnia di Siena in un’intervista con il nostro giornale.

 

Zona arancione, ecco cosa prevede il Dpcm

Spostamenti – Vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una Regione all’altra e da un Comune all’altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità. Raccomandazione di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata all’interno del proprio Comune.

Cosa chiude? – Chiusura di bar e ristoranti, 7 giorni su 7. L’asporto è consentito fino alle  22. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni.

Cosa si potrà fare e cosa invece no?

Ristorazione – “È consentito entrare solo per la ristorazione con asporto, laddove consentito fino alle ore 22, sempre con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze e comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale ed evitando assembramenti”, è quanto si legge nella Faq per la zona arancione del sito del Governo. Anche per la zona arancione , “i ristoranti degli alberghi sono aperti per i clienti che vi alloggiano” e quindi “è consentita (senza limiti di orario) la ristorazione solo all’interno dell’albergo o della struttura ricettiva in cui si è alloggiati. Qualora manchi tali servizio all’interno del proprio albergo o della propria struttura ricettiva il cliente potrà avvalersi di una ristorazione mediante asporto o mediante consegna “a domicilio” (eventualmente organizzata dall’albergo), nei limiti di orario consentiti, con consumazione in albergo”.

Spostamenti – “Nell’area arancione è consentito spostarsi esclusivamente all’interno del proprio Comune, dalle 5 alle 22, senza necessità di motivare lo spostamento. Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute “, continua la Faq del Governo .”Inoltre sono vietati, 24 ore su 24, gli spostamenti verso altri Comuni e verso altre Regioni, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di studio o di salute o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio Comune (per esempio andare all’ufficio postale o a fare la spesa, se non ci sono tali uffici o punti vendita nel proprio Comune).

“Sono comunque consentiti gli spostamenti, verso qualsiasi area, che siano strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista”. È sempre consentito il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza. “Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza – si legge-. È consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi”.

Autocertificazione – “Dalle 5 alle 22 non è necessario motivare gli spostamenti all’interno del proprio comune. Per spostamenti verso altri Comuni, nonché dalle 22 alle 5 anche all’interno del proprio comune, si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali”.

Seconde case – “L’accesso alla seconda casa è sempre consentito dalle 5 alle 22 nel proprio comune”, poi il testo aggiunge “dalle 22 alle 5, o se si trova in un altro comune, è consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni”.

Assistenza verso parenti o amici non autosufficienti – “E’una condizione di necessità e quindi non sono previsti limiti orari. Nel caso si tratti di persone anziane o già affette da altre malattie, ricordate però che sono categorie più vulnerabili e quindi cercate di proteggerle dai contatti il più possibile”.

Sono separato/divorziato, posso andare a trovare i miei figli minorenni? – “Sì. Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori”.

È possibile spostarsi per accompagnare i propri figli dai nonni o per andargli a riprendere all’inizio o al termine della giornata di lavoro? – “È possibile ma fortemente sconsigliato, perché gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio da covid-19 e devono quindi evitare il più possibile i contatti con altre persone” , prosegue il testo della Faq. “Pertanto, questo spostamento è ammesso solo in caso di estrema necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore – si legge ancora -. In tale caso i genitori possono accompagnare i bambini dai nonni, percorrendo il tragitto strettamente necessario per raggiungerli e recarsi sul luogo di lavoro, oppure per andare a riprendere i bambini al ritorno. Ove possibile, è assolutamente da preferire che i figli rimangano a casa con uno dei due genitori che usufruiscono di modalità di lavoro agile o di congedi”.