Siena, il bilancio del Microcredito di Solidarietà è un segnale: “Richieste diminuite, i giovani se ne vanno”

Sono stati 189, su 283 richieste, i prestiti erogati nell’anno 2018. Per il Microcredito di Solidarietà, questo dato contenuto nel bilancio, è in flessione rispetto al 2017. Nei dodici mesi precedenti infatti furono elargite 229 erogazioni e le richieste furono 327, oltre 750 mila euro, mentre quest’anno la società di cui Banca Mps è cofondatore si ferma a oltre 670 mila euro. Quasi la totalità dei prestiti sono stati fatti nella provincia di Siena: più di 260 mila nella zona cittadina, 120 mila per la Valdelsa, 40mila per il Chianti, 55mila per la Valdichiana, quasi 120 mila per la Valdarbia, quasi 30 mila per la Valdorcia.

“C’è un decremento rispetto al 2017, ma i numeri sono comunque importanti per la società- afferma il direttore generale Pierluigi Millozzi-. I dati ottenuti ci danno un trend negativo per quanto riguarda la parte ‘produttiva’, dei 189 prestiti erogati solamente 25 vengono da questo comparto. Nel nostro territorio è molto bassa la vocazione al fare impresa”.

Dal bilancio della società emerge uno spaccato che deve essere un campanello d’allarme per la città: è in costante aumento il numero dei richiedenti, più del 60% del totale, nella fascia d’età che va dai 31 ai 55 anni, soggetti che dovrebbero essere ‘attivamente’ partecipi al tessuto lavorativo senese. A fare richiesta di prestiti sono i maggioranza gli uomini rispetto alle donne.

“Bisogna poi fare attenzione ad un altro aspetto, che è costante dal 2010 -prosegue Millozzi- . A chiedere aiuto sono ancora in maggioranza gli italiani. Questo può significare che, rispetto agli stranieri, c’è una maggiore difficoltà a reagire alle situazioni di difficoltà. Inoltre con la diminuzione delle richieste forse sta diminuendo anche la fiducia dei cittadini che non riesce a reggere rate mensili bassissime da 50 e 60 euro”.

Dalla conferenza di oggi non arriva un’immagine positiva e rassicurante per il territorio di Siena che sembra essere bloccata, dopo la crisi economica e finanziaria che l’ha colpita qualche anno fa, come spiegato dal nuovo presidente Vittorio Stelo: ” Siena veniva da un epoca d’oro ma purtroppo ha dovuto far fronte a degli eventi epocali, non si può più aspettare la Provvidenza e bisogna fare qualcosa- spiega Stelo-. La situazione forse è stata avvertita ma rimane comunque silente, perché ci sono organi, come le contrade, che fanno da filtro sociale. Bisogna però essere più coraggiosi e ripartire. In giro per Siena vedo tanti pensionati, ma i giovani se ne vanno e noi dobbiamo creare delle alternative”.

Durante la conferenza odierna sono state indicate le linee dell’attività del 2019. Il Microcredito di Solidarietà ha intenzione di potenziare i 38 centri d’ascolto presenti nel territorio per venire incontro a chi ha più bisogno. Per sbloccare una situazione che sembra essere d’impasse, per quanto riguarda il tessuto produttivo locale, la strategia sarà quella di una maggiore collaborazione con alcuni enti e istituzioni cittadine.

“In futuro ci incontreremo con la Camera di commercio e con le altre associazioni. L’obiettivo è quello di avere un piano comune per dare un supporto all’economia locale- conclude il presidente Stelo-. Inoltre abbiamo preso contatti con la Fises per dare aiuti più sostanziosi alle aziende di Siena”.

Marco Crimi