Siena e l’Atl danno l’addio al professor D’Ambrosio, il medico dei bambini

Nel primo giorno d’inverno, il 21 dicembre, è scomparso il professor Alfonso D’Ambrosio (Giorgio per gli amici), già responsabile della sezione di Oncoematologia pediatrica del Policlinico Le Scotte di Siena e docente presso il corso di laurea in medicina dell’Università di Siena.
Il Professor D’Ambrosio, nato a Campagna, (Salerno) il 1 novembre 1946, muore dopo aver fronteggiato con forza e dignità, una lunga malattia cui ha strappato fino all’ultimo, momenti ed energie da dedicare allo studio, alla pratica volontaria della sua professione, all’attenzione ai piccoli pazienti e al dialogo con i loro genitori.
Giunto a Siena per completare i suoi studi, culminati con la specializzazione in pediatria agli inizi degli anni ’70, ha qui concentrato la sua attività professionale, riconosciuta a livello internazionale, convogliandola nella piccola ma fondamentale sezione del reparto di pediatria, nucleo della rete AIEOP e luogo di partecipazione attiva alla sperimentazione terapeutica in una gamma di malattie che, pur registrando incrementi costanti nei successi e nelle risoluzioni positive, continuano a togliere il fiato a chi ne deve ricevere la diagnosi.
Di lui, i colleghi ricordano – con le parole del prof. Guido Morgese- come “ alla competenza e all’impegno in oncologia pediatrica”, negli ultimi anni anche orientato alla cura del retino blastoma, aggiungesse “una grande cultura clinica generale e il pieno possesso degli strumenti che gli consentivano di affrontare le difficoltà di casi clinici in ogni settore”.


Nella sezione oncoematologica della UOC di pediatria, il professor D’Ambrosio, insieme alla piccola ma coesa equipe medica e infermieristica, aveva impostato un clima relazionale che partiva dalla consapevolezza di quale fosse il potenziale di paura scatenato nei genitori e nei familiari dei piccoli pazienti dalla diagnosi; tuttavia la presenza della scuola, la presenza di un punto di ascolto psicologico, la sezione dell’ATL che si prestava a risolvere una vasta tipologia di bisogni, anche minuti e concreti, consentiva a chi veniva investito dalla diagnosi infausta, di sentirsi accolto da un sistema efficiente e comprensivo allo stesso tempo: perno di questa strategia di accoglienza, era proprio lui, indaffarato, sempre a corsa tra una lezione e una visita in ambulatorio, ma presente, sempre, spesso a sorpresa, nelle date del calendario di solito riservate alla vacanza o alla famiglia, o in orari insoliti, strappati al riposo. Presente non solo come medico, ma soprattutto come uomo, padre a sua volta, cosciente di amministrare speranze e non certezze, onesto nel presentare i rischi e le difficoltà a chi avrebbe dovuto attrezzarsi per superarle, ma anche disposto a rischiare, in proprio, anche lui, come quando ha sperimentato modalità domiciliari di trattamento che riducevano il potenziale traumatico e di rischio delle lunghe e ripetute fasi della chemioterapia.
Infine, il medico dei bambini, che scherza senza fingere, che chiede ai suoi piccoli pazienti di affidarsi a lui mettendosi in gioco, e sapendo trovare quel sorriso che li avrebbe accompagnati nella sedazione o nella cura dolorosa, anche quando lui stesso temeva di non averne motivo.
I suoi colleghi rimpiangono oggi un maestro, di scienza e di etica professionale; i suoi bambini, oggi anche per suo merito adulti, insieme ai loro familiari, rimpiangono una persona fondamentale nelle biografie individuali e nelle storie di famiglia. L’auspicio comune è che il modella della medicina in cui D’Ambrosio si riconosceva sappia difendersi dalle derive aziendaliste, burocratizzate, efficientiste di modelli esogeni, e che chiunque si trovi a doversi affidare alla sezione cui D’Ambrosio ha dedicato la sua intera esistenza, possa continuare a trovare scienza e coscienza, sapere medico esperto ed empatia e partecipazione umana; autorevolezza nella proposta terapeutica e condivisione della gioia per la salute ritrovata, come del dolore inevitabile. La forza del suo esempio aiuterà i suoi allievi e, adesso, i suoi ex-colleghi a continuare la sua opera; i familiari dei suoi pazienti rinnoveranno nel suo ricordo la disponibilità a compartecipare alle vicende della sezione oncoematologica, in tutte le forme possibili.
Ai familiari del dottor D’Ambrosio, da cui è giunto l’invito a devolvere ogni offerta all’associazione ATL, la gratitudine dell’associazione e della città intera.

L’Associazione ATL

Il rettore L’Università di Siena Francesco Frati, a nome personale e di tutto l’Ateneo, esprime profondo cordoglio per la scomparsa del professor Alfonso D’Ambrosio. I funerali saranno celebrati domani, 23 dicembre, alle ore 10, presso la Chiesa di Marciano a Siena.