Ravacciano polmone verde di Siena, va avanti il progetto finanziato dalla Commissione Europea

Un polmone verde a Siena. è quello che si apprestera a diventare Ravacciano grazie alla vittoria del bando della Commissione Europea Urbinat. Nel 2017 il Comune, allora guidato dall’amministrazione di Bruno Valentini che aveva sostenuto fortemente l’iniziativa, si era aggiudicato un finanziamento europeo di 300 mila euro per un progetto di rigenerazione urbana di una durata  quinquennale – dal 2018 fino al 2023 – che coinvolgeva le zone di  Porta Ovile, il quartiere di Ravacciano, la valle di Follonica e viale Toselli.

L’area tutt’ora poco fruibile diventerà un grande parco verde grazie all’impegno comune  di cittadini, associazioni e contrade, inoltre Siena è stata l’unica città italiana ad essere scelta in un gruppo di sette che si trovano in Europa e nel resto del mondo –  c’è anche una città della Cina ed una dell’Iran-.

In questi anni i lavori sono passati in sordina nella cronaca locale, ma sono comunque andati avanti e il prossimo sabato 10 ottobre è prevista la visita dei partner delle varie nazioni che fanno parte del progetto europeo, “faremo vedere l’area in cui stiamo lavorando fino al 2023 ed insieme ai residenti faremo vedere quali sono le criticità nel quartiere di Ravacciano e ciò che è stato già fatto”, fanno sapere i responsabili comunali dell’iniziativa. I fondi, oltre ai lavori strutturali, “serviranno anche a favorire un processo di partecipazione – spiegano da palazzo pubblico-. Finanzieremo l’attivazione dei cittadini su questa area. Durante la mattinata di sabato andremo a parlare alla scuola Mattioli con gli insegnanti e i rappresentanti di quartiere e poi faremo una passeggiata nell’area interessata”.

“In questo 2020 avremmo dovuto fare tutta una serie di attività con i residenti ad aprile, ma non abbiamo potuto a causa dell’emergenza sanitaria. Abbiamo però chiesto una proroga di sei mesi”, sottolineano dal Comune facendo però allo stesso tempo sapere di non essersi comunque mai fermati, nonostante il covid: “abbiamo fatto alcuni incontri in estate ed abbiamo cercato comunque di lavorare con la cittadinanza in presenza e in piccoli gruppi”.

Marco Crimi