Poggibonsi, via alla rigenerazione urbana: la bella, verde invasione di alberi in centro

La rivoluzione è cominciata ed è verde, a tutti gli effetti. Un grande respiro che va a valorizzare il centro di Poggibonsi e che si pone come una vera e propria “rigenerazione urbana” come l’ha definita il sindaco del capoluogo valdelsano David Bussagli.

Negli ultimi anni, Poggibonsi è cambiata radicalmente e continua a farlo. Partendo da un approccio alla storia e al turismo come mai prima d’ora. E se l’idea è quella di attrarre, si deve anche sapersi proporre con una bella immagine. Così il centro storico sta per diventare un cuore verde, ricco di varietà di piante e alberi

 

Frassini, peri ornamentali ma anche arbusti, carpini e tanto altro. Saranno circa quaranta le nuove alberature in piazza Mazzini, oggetto di un progetto di riqualificazione attualmente in fase di gara. “La piazza sarà interamente ridisegnata – ricorda il Sindaco David Bussagli – Parliamo di quasi 8mila metri quadri di spazi che saranno riqualificati attraverso una nuova distribuzione. Vi saranno nuovi sottoservizi, nuovi arredi, nuova illuminazione, anche nuove alberature”.
In piazza Mazzini troveranno dimora sette tipologie di piante, con caratteristiche e tempi di fioritura diversi. Ci saranno i frassini (alberi a rapida crescita) che saranno piantati lungo la strada, lato destro, a separare l’ampio marciapiede di sette metri dalla carreggiata. Altri frassini saranno piantati nell’area terrazzata che sarà realizzata sul lato sinistro della piazza. Uno spazio che sarà arricchito con altri frassini ornamentali, con il carpino, la magnolia (tutti alberi di medie dimensioni) e con la paulonia (albero maestoso e dalla crescita veloce). Troverà dimora sempre nell’area terrazzata un ginko, albero maestoso che sarà collocato nella parte verso la stazione, a richiamare l’attenzione sul monumento alla Resistenza che sarà posizionato tra la porzione pavimentata di fronte alla stazione e l’area terrazzata in uno spazio a forma di semicerchio separato dall’area sottostante tramite una breve scalinata degradante. Tutti gli elementi, compreso il ginko, richiameranno l’attenzione verso il centro della composizione in cui sarà collocato il monumento. Saranno invece i peri ornamentali (alberi medio-piccoli) ad essere piantati lungo la strada sul lato sinistro seguendo l’andamento semicircolare della via. Stesse alberature anche di fronte all’ingresso della stazione. Ci saranno poi arbusti (tipo siepe) e piante erbacee perenni che restano a terra (miscuglio di prato rustico).
“Nuove alberature maggiormente compatibili con l’ambiente in cui si trovano – dice Bussagli – che non è un parco ma una piazza circondata da strade, da abitazioni, da attività commerciali, da parcheggi, dalla stazione ferroviaria. Una città che cambia e che si evolve vede cambiare nel tempo anche gli spazi e il significato che essi assumono per i cittadini. Quando gli alberi attuali furono piantati erano molto diversi da ora e l’effetto complessivo della piazza non è certamente rimasto immutato nel tempo. Ad oggi la nostra piazza Mazzini non ha le caratteristiche di una piazza e non è con una semplice manutenzione che la possiamo riqualificare, valorizzando le tante funzioni che ha”.
“Da qui il progetto realizzato e finanziato – dice il Sindaco – e su cui ci siamo confrontati con i cittadini, sia pubblicamente che con incontri mirati con chi nella piazza vive e lavora. Abbiamo iniziato a parlare di questo progetto nella seconda metà del 2015. Siamo di fronte ad una vera e propria rigenerazione urbana che interessa un luogo centrale della città, che dovrà svolgere pienamente la funzione di porta di accesso a Poggibonsi e alla Valdelsa e di cerniera di collegamento dentro la città. Dovrà soprattutto tornare ad essere spazio di relazione e di vita”.

L’intervento di riqualificazione di piazza Mazzini ha un costo complessivo di 2,3 milioni di euro e si realizza all’interno del Progetto di Innovazione Urbana cofinanziato con risorse europee dalla Regione Toscana e presentato dai Comuni di Poggibonsi e Colle di Val d’Elsa.