Mazzini: “Ecco il Parco delle Mura”

La prima fase è stata il 3 ottobre. La prima fase di un progetto più ampio e a lungo termine, caratteristiche necessarie per guardare avanti. Senza progetti, non si va da nessuna parte. Lo sa bene anche l’assessore all’ambiente e ai lavori pubblici Paolo Mazzini, che proprio con progetti validi punta ad attingere ai fondi comunitari mentre la città di Siena aspetta ancora una risposta dal Ministero per sostenere il centro storico sito Unesco, a cominciare dalle mura che sono formalmente di proprietà demaniale.

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E proprio di questo ampio progetto – il Parco delle Mura – si parlerà oggi a palazzo pubblico nell’incontro aperto a tutti che è più un laboratorio tecnico per analizzare la situazione e le attività da fare per la valle verde tra Porta Romana e Porta Pispini.

Assessore Mazzini, di cosa si tratta con precisione?
“A fianco del percorso di manutenzione ordinaria del verde portato avanti anche grazie alle associazioni e alle Contrade si aggiunge il progetto più complessivo del “Parco delle Mura”, condiviso con la Soprintendenza per le belle arti e il paesaggio di Siena, Arezzo e Grosseto, la quale si è sempre dimostrata una sponda attenta e sensibile per il pieno recupero e la valorizzazione di questo prezioso patrimonio senese e nazionale. Anche nell’attuale percorso di definizione del nuovo Piano di gestione 2015/18 del centro storico sito Unesco, su cui sta lavorando l’ufficio dedicato e che coinvolgerà presto anche la cittadinanza con appuntamenti pubblici, è prevista una richiesta di risorse allo Stato per sostenere questo bene, formalmente di proprietà demaniale. All’incontro di oggi ci saranno anche i rappresentanti del Comune di Lucca, che in passato hanno acquistato le mura dal demanio. Il Comune di Siena aveva già chiesto, nell’ambito del federalismo demaniale, il trasferimento a titolo gratuito e già da anni si cerca di riprendere in mano la gestione ma le condizioni poste dallo Stato sono assurde. Quindi dobbiamo valutare molto”.
Il progetto in cosa consiste?
“L’idea già sottoposta al Ministero da tempo prevede lo sviluppo del parco delle mura all’interno di attività e percorsi perché la cinta muraria, soprattutto nell’area di cui parleremo domani, non è solo un confine ma un continuum, un segno del paesaggio che arriva fino al Chianti o, senza soluzione di continuità, fino alla Valdarbia, e crea situazioni ideali per creare percorsi e progetti. Luoghi di osservazione privilegiata, esattamente come le mura di Monteriggioni sono diventate unn ivnestimento turistico, meglio ancora potrebbe fare Siena. Basti pensare al fortino del Peruzzi, in un’altra città sarebbe già stato valorizzato, io ho intenzione di recuperarlo. Vediamo come andrà avanti la trattativa con il Ministero”.

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Parco delle mura ma non solo, l’assessore Mazzini è chiamato negli ultimi tempi anche a rispondere sulla forte presenza dei topi in città…
“Il contrasto alla proliferazione dei topi si fa con una serie di interventi che si mette in campo consapevoli che per una soluzione al problema ci vuole un po’ di tempo”.
E’ vero che non sono stati mantenuti i livelli degli anni passati?
“No, sono gli stessi. Le gare vengono fatte in regola e la derattizzazione in alcuni punti è affidata ancora a ditte locali, tuttavia il problema persiste. Abbiamo già fatto interventi straordinari dove necessario ma purtroppo il clima ha favorito la proliferazione e con esso anche l’abbandono dei rifiuti”.
Rifiuti: quale il punto della situazione?
“Gli ispettori ambientali stanno intensificando la presenza anche con turni notturni e stiamo passando alle contravvenzioni. La comunicazione per il giusto conferimento dei rifiuti viene fatta da tempo quindi non ci sono più scuse, i rifiuti si lasciano dalle 6.30 alle 9 del mattino e basta. Se poi, anche in base alla condivisione con i cittadini e ele utenze e alle richieste, vediamo che sono necessari passaggi in orari diversi soprattutto per alcuni esercizi commerciali, allora tutto andrà riorganizzato. Stiamo, grazie al lavoro degli ispettori ambientali che finora è stato morbido, cercando di capire le necessità reali di una città che prima di andare avanti nel processo di raccolta porta a porta deve stabilizzare la situazione attuale”.
Bene, forse questo servirà a far capire il rispetto di orari e tempi. Nei boschi vicini alla città come è invece la situazione?
“Paradossale ciò che si trova quando si va a fare il taglio ordinario dell’erba e delle piante. La gente mette in macchina magari il frigo e lo lascia nel bosco ma basta arrivare alla discarica del Renaccio dove può lasciarlo gratuitamente e verrà smaltito correttamente. Un’idiozia che però è anche un reato, tanto che a breve potremmo utilizzare i numeri di matricola per risalire agli acquirenti e di lì, il passo è breve”.

Katiuscia Vaselli