“Lippo Memmi, un protagonista del Trecento”: a San Gimignano ricercatori e studiosi si confrontano sul grande artista senese

‘Lippo Memmi e la sua bottega fra Siena e San Gimignano. Un protagonista della pittura del Trecento’: l’evento nella Sala Dante del Palazzo Comunale di San Gimignano, sabato 28 gennaio, anima il dibattito sull’artista senese dopo la svolta nella storia dell’arte.

Ha sancito il suo status di grande artista escludendo che Lippo Memmi (documentato dal 1317 al 1348), cognato di Simone Martini, possa essere definito ‘minore’.

L’evento, con interventi di esperti e studiosi, promosso dal Rotary Club Valdelsa con la Società Storica della Valdelsa, il Comune e i Musei Civici di San Gimignano e Opera Laboratori, risalta i rapporti artistici fra questa città e Siena, dove l’artista fu attivo e che accolgono le sue opere. Legami che coinvolgono le realtà che hanno incrociato l’artista senese e i suoi capolavori. Lo scenario si arricchisce della relazione arte – restauro.

Nella Sala Dante, alle 17, dopo i saluti del vice sindaco del Comune di San Gimignano Niccolò Guicciardini, del presidente del Rotary Club Valdelsa Simone Hayek, della presidente della Società Storica della Valdelsa Sabina Spannocchi e l’introduzione della giornalista Antonella Leoncini, l’assessora alla cultura del Comune di San Gimignano Carolina Taddei analizzerà “La Maestà di Lippo Memmi nel Palazzo Comunale di San Gimignano. Variazioni con Tema”. Sarà poi la volta di Gabriele Fattorini, professore di Storia dell’Arte Moderna dell’Università degli Studi di Firenze, con “Lippo Memmi e l’Assunta di Camollia di Simone Martini”.

L’attenzione si sposterà sulla Pinacoteca Nazionale di Siena: il direttore Axel Hémery rivelerà la Sala 5: “Lippo Memmi e ‘chompagni’. La storia dell’arte è materia viva”. Si parlerà di tutela con Simone Vettori Iconos Restauri che racconterà “Lippo Memmi e i Maestri, dalla Bottega alla Scuola. Il Restauro, un caso internazionale”. Chiuderà i lavori Sabina Spannocchi, storica dell’arte, con “La Bottega di Lippo Memmi e il ciclo neotestamentario della Collegiata di San Gimignano”.

Tra i migliori pittori senesi, e non solo, del XIV secolo, il più valido collaboratore di Simone Martini, Lippo Memmi fu molto apprezzato. Numerosi i suoi dipinti raffiguranti la ‘Madonna col Bambino’ a mezza figura: sostenuta da una straordinaria e originale finitezza, esprime l’arte intima e aristocratica dell’artista. Inizialmente lavorò a San Gimignano. La sua prima realizzazione certa è il grande affresco della ‘Maestà’ nel Salone del Palazzo Pubblico (1317); l’opera è ispirata alla ‘Maestà’ di Simone nel Palazzo Pubblico di Siena, anche se con una minore intensità di espressione, un colore meno limpido e una linea diversa. Nel 1324, Simone Martini si sposò con Giovanna, sorella di Lippo Memmi. Fu l’occasione per rafforzare il sodalizio familiare e artistico fra i due pittori. La ‘Madonna del Popolo’ della Chiesa dei Servi, risalente alla seconda metà degli anni venti del Trecento, rappresenta uno dei vertici dell’arte di Lippo Memmi. Nel 1333 i due cognati licenziarono la bellissima tavola della ‘Annunciazione’ attualmente agli Uffizi.

Memmi eseguì ancora opere a Siena e nel territorio circostante, molte oggi nella Pinacoteca Nazionale, ispirandosi ad alcuni capolavori di Simone Martini, come l’‘Assunzione’ per l’Antiporta di Camollia. Da ricordare la bella ‘Madonna col Bambino’, proveniente da Montepulciano, nella Pinacoteca di Siena: presenta un originale particolare del Redentore che sporge un braccio fuori dal trilobo sovrastante l’arco sestiacuto della cornice.

L’artista fu attivo a Orvieto, dove realizzò nel Duomo la tavola della ‘Madonna dei Raccomandati’; a Pisa e nel pisano, dove esercitò grande influenza sulla pittura. Varie opere sono conservate all’estero, in realtà museali di spicco come i Musei Statali di Berlino, il Lindenau Museum di Altenburg, la National Gallery di Washington.

Lippo Memmi può aver seguito Simone Martini alla corte papale di Avignone oppure può aver inviato dei dipinti. La critica più recente lo considera autore del ciclo neotestamentario della Collegiata di San Gimignano, uno dei vertici della pittura senese del Trecento.

L’auspicio oggi è anche quello che, per il valore di Lippo Memmi, della sua opera e della sua eredità, l’evento di San Gimignano possa stimolare un nuovo e virtuoso percorso di valorizzazione di questo grande artista

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