L’associazione Le Bollicine cerca casa: “Così regaliamo ai nostri ragazzi l’autonomia di cui hanno bisogno”

Uno spazio per poter sviluppare i progetti di autonomia delle persone diversamente abili. Questo il motivo per cui l’associazione Le Bollicine cerca casa. Per dare la massima autonomia possibile ad alcuni ragazzi si cerca un appartamento da acquistare, ben servito dai mezzi pubblici e vicino a centri commerciali (da preferire zona di Uncinello, Petriccio, Acquacalda). L’appartamento dovrà avere tre camere, una zona giorno, due bagni e la cosa più importante: deve essere al piano terra o a un piano rialzato per garantire l’accessibilità. “Se siete agenti immobiliari o privati che hanno una casa da vendere o, ancora, avete notizia di abitazioni che potrebbero essere utili allo scopo, sappiate che alle Bollicine serve il vostro aiuto”, spiega Letizia Cambi, coordinatrice de Le Bollicine.

“Noi dobbiamo sviluppare ulteriormente i programmi per il ‘Dopo di noi’ – racconta ancora la Cambi -. In tal senso abbiamo già Casa Clementina che prevede un alternarsi delle esperienze di residenzialità e dove oggi ruotano 20 persone con disabilità. I ragazzi, in questo modo, possono fare delle esperienze e dormire fuori casa alcune notti al mese. Inoltre, abbiamo anche 4 giovani che stanno sperimentando la residenzialità continuativa da gennaio 2022”. “Per noi – aggiunge – questo è un momento di svolta, vogliamo ampliare il numero dei beneficiari ed i pernottamenti fuori casa. Per l’associazione questo è un impegno importante”.

“A volte può sfuggire l’importanza di una iniziativa come questa – spiega ancora la responsabile dell’associazione -, ma dobbiamo garantire a questi ragazzi la possibilità di esprimere la propria autodeterminazione nelle loro scelte e provare ad offrirgli una vita sovrapponibile a quella dei coetanei. Raggiunta una certa età è normale pensare di andare a vivere da soli”. “I nostri progetti, – prosegue – nel caso in cui un genitore o i genitori vengano a mancare, hanno l’obiettivo di non lasciare da solo il ragazzo, ma al contrario farlo ritrovare in un percorso avviato verso l’indipendenza”.

“Il covid è stato un momento delicatissimo, – ha spiegato Letizia Cambi – un momento che ha creato situazioni di profondo isolamento e di difficoltà nella ripresa delle relazioni. Per quanto riguarda Le Bollicine, abbiamo dovuto ridurre i gruppi e le presenze. Le famiglie si sono dovute far carico di grandi impegni pratici e non solo. Ancora ora si fa fatica a recuperare un senso di coesione interna, anche per un apporto dei volontari che, per forza di cose, si sono un po’ allontanati”. “Stiamo portando avanti – conclude – alcuni progetti che valorizzano il lavoro per persone con patologie gravi, come la musicoterapia e la terapia con animali. Per far ciò collaboriamo con “Nasi e Nasi” con i quali abbiamo organizzato settimane estive. Anche il bando Riesco di FMps che ci ha dato un tavolo per intervenire sul sostegno e contrastare l’isolamento”.

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Emanuele Giorgi