La gassa – L’economia, il virus e le task force

Resto un po’ perplesso. Un limite, forse, ma non capisco.
Non capisco il proliferare di esperti e soloni, chiamati dalla politica a determinare il futuro della ripresa economica, quando questo dovrebbe essere compito di chi c’è già ed è profumatamente pagato per esserci.
Mi viene il dubbio che chi c’è non ci capisce poi granché e quindi chiama un professionista ( uno bravo ) a decidere ( e rischiare ) per lui.
Ma non è così che può funzionare.
Task force, cabine di regia, summit … tutte invenzioni per nascondere ciò che di tragico determina questo virus e questo stato di emergenza: l’incompetenza.
L’incompetenza di chi ha responsabilità di governo ma più ancora della struttura che egli governa: se non si danno soluzioni a problemi reali del popolo a cosa serve un dicastero? Se la struttura non è preparata a gestire le emergenze a cosa serve? Se non esiste lungimiranza nel programmare investimenti e settori ove investire ( La salute in primis) a cosa serve costruire un complesso meccanismo come quello della “res publica” ?
Mi verrebbe da dire che serve solo ad autoalimentarsi, a gettare fumo negli occhi , a burocratizzare il sistema. Questo è ciò che penso.
Resta il fatto che tutto qui da noi, da troppo tempo, è vissuto come emergenza: le calamità, le tensioni finanziarie, le questioni sociali, gli sbarchi , le pensioni, il malaffare, la lotta agli evasori, le infrastrutture che crollano, la mancanza di cervelli, il lavoro…
Mi convinco della bontà di quello che diceva un mio saggio amico: quando in una azienda, in una famiglia, in una squadra tutto è emergenza forse il problema è chi comanda.
Viva sempre , l’Italia.

Luigi Borri