Giovani, Ordine psicologi: “L’abuso di alcol è l’effetto e non la causa dell’emergenza”

“Prevenire, purtroppo, interessa a pochi. L’attenzione solitamente ricade sull’effetto dei comportamenti, che in realtà sono la fase conclusiva di un processo di disagio già in atto da tempo. Intervenire sulle emergenze può essere troppo tardi, bisogna lavorare sulla prevenzione, soprattutto quando si tratta di giovani”.

A dirlo è Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana, in relazione ai tanti casi di giovani toscani soccorsi per strada, durante la serata di Halloween, ubriachi e alcuni in coma etilico.

“Il disagio giovanile salta agli occhi quando è conclamato – sottolinea Gulino – quando si parla di emergenza alcol tra i ragazzi durante i fine settimana e in occasione di feste come quella di Halloween. Ma siamo sicuri di aver osservato, letto e ben decodificato i messaggi di aiuto antecedenti? Spesso un giovane nel segnalarli alza la posta, eccede affinché ciò che non viene visto dei suoi malesseri possa scuotere ed essere visto prepotentemente con un comportamento a rischio”.

“È fondamentale intervenire su genitori, famiglie, scuola e insegnanti – continua la presidente dell’Ordine degli psicologi della Toscana – per dotare gli adulti di strumenti idonei a leggere questi messaggi preliminari del comportamento adolescenziale e per intervenire prima che accadano episodi del genere, per trovare i modi di decodificare e imparare a percepire i bisogni psicologici. Altrimenti questi messaggi rischiano di diventare solo segnali di fumo e possono trasformarsi in disagio psichico grave o cronico. Se riusciamo a leggere e decodificare i comportamenti di un figlio, di uno studente, il giovane si sente considerato e si sente meno solo ad affrontare il percorso tortuoso della sua crescita. Intervenire per prevenire, questa è la strada”.

“La fascia d’età che in Toscana ha subito maggiormente l’influsso negativo della pandemia – ricorda Gulino – è quella degli adolescenti. Sintomi ansiosi, problemi relazionali, sintomi depressivi, autolesionismo e disturbi del comportamento alimentare. Tra i giovani le richieste di aiuto sono aumentate dell’81%. Il turbamento psicologico prodotto dalla pandemia ha senza dubbio incrementato i comportamenti a rischio, come testimonia il 60% degli psicologi. Il ricorso a droghe e gioco d’azzardo, così come quello all’alcool e al fumo, si rivela pericolosamente in crescita”.