Giochi e logo No Slot, quali novità in Toscana

Gioco d'azzardo in Toscana: tra rischio e passione emerge la rete

Continua ad alimentarsi il dibattito intorno al provvedimento relativo al logo No Slot, che dovrà essere esposto nei negozi e nelle attività commerciali dove è vietato il gioco d’azzardo. Se ne parlava da un anno, dal luglio 2018 per la precisione, quando il Governo gialloverde aveva presentato il provvedimento all’interno del Job Act.
Nel provvedimento in questione si era parlato anche di contrasto al gioco d’azzardo andando a fissare regole che consentivano i sindaci dei vari comuni a rilasciare questa sorta di bollino blu per il gioco d’azzardo ai locali che si sarebbero detti contrari.
Si parlava di esercizi commerciali di varia natura, circoli privati e qualsiasi attività che fosse contraria al gioco d’azzardo. Questi soggetti si impegnavano a non installare alcun apparecchio da intrattenimento ed in cambio ricevevano autorizzazione ad esporre logo No Slot dal sindaco di riferimento.
Un modo per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo con modalità fisica, un giro di vite che si sta portando avanti da anni e che, fra gli effetti secondari, ha dato la proliferazione delle piattaforme di gioco online regolamentate e controllate dai Monopoli di Stato. Fra queste vi sono i portali in cui poter giocare con le slot online che, sebbene anch’essi siano stati destabilizzati dal decreto dignità, continuano a crescere grazie all’aumento di ricerche degli utenti.
Tornando al logo No Slot presso gli esercizi commerciali, negli ultimi giorni dalla Toscana è arrivata una proposta di legge del consigliere Serena Spinelli (Articolo Uno – Mdp), che è anche presidente dell’Osservatorio regionale sulla dipendenza da gioco d’azzardo, incentrata sulla modifica di quanto già approvato in quanto il logo No Slot non sarebbe del tutto adeguato ad affrontare una problematica cos’ complessa come quella del gioco d’azzardo.
In sostanza il fatto che chi riceve il logo No Slot si impegni a non attivare al proprio interno apparecchi per il gioco lecito potrebbe non bastare; occorrerebbe anche, sempre secondo il consigliere Serena Spinelli , che tali esercizi si impegnassero a non raccogliere scommesse o a vendere biglietti per le varie lotterie istantanee.
Quello che si richiede è quindi un approccio più inclusivo, non soltanto focalizzato sulle singole ‘macchinette’ da gioco quali slot e videolottery. Equiparare in Toscana scommesse e lotterie istantanee alle slot machine in termini di rischi, un qualcosa di cui si dibatte da tempo e che altre realtà territoriali hanno provato a fare. È il caso della Valle d’Aosta o del comune di Bergamo, dove è nata una vera e propria battaglia nei tribunali amministrativi tra entità territoriale e federazione dei tabaccai, i soggetti autorizzati a vendere biglietti per le lotterie istantanee. 
E adesso, se le schermaglie di ferragosto dovessero essere confermate nelle prossime settimane, anche la Toscana potrebbe apprestarsi a vivere un conflitto di questo genere.