Covid. Toscana verso l’arancione con gli ospedali sotto stress, ma Giani avverte: “Qualcuno resta rosso”

Nel giorno in cui il ministero della Salute e Cabina di Regia decidono i colori delle Regioni, la Toscana si avvicina alla zona arancione che potrebbe scattare da mercoledì 13 aprile.

Giani, “dati da arancione, ma qualcuno rimane rosso” – Il motivo della ‘promozione’ in una fascia con misure meno restrittive? Lo ha spiegato su Rai 1, nel programma Storie Italiane, il Governatore Eugenio Giani. “Come Rt noi oggi siamo a 1,01, quindi addirittura molto vicini a quella che era la soglia fra zona gialla e zona arancione”, e nei dati dei contagi “siamo su un indice stamattina di 230, quindi sotto la soglia dei 250: comunque deciderà la cabina di regia”. Lo stesso Giani però ha già anticipato che alcuni territori saranno in zona rossa:  “quelle 5-6 zone che superano i 250 casi su 100mila abitanti le tengo in zona rossa: la provincia di Prato, il Valdarno inferiore empolese, e alcune zone sociosanitarie di cui mi stanno arrivando i dati, perché è una decisione che viene presa in giornata”.

Ospedali sotto stress, le paure della Regione – La riapertura e l’allargamento delle maglie generano delle preoccupazioni . Una riguarda gli ospedali della Toscana, vicini alla saturazione. Proprio Giani ha evidenziato che, nei nostri nosocomi “la situazione è veramente sul limite della saturazione, quindi io il limite di 250 lo applicherò alle zone sociosanitarie”. Della stessa opinione è il dg delle Scotte Antonio Barretta che, in diretta su Siena News,  ha sottolineato che “è indubbio che bisogna preservare le strutture sanitarie. Auspico che si continui con il rosso, l’arancione mi sembra prematuro per le condizioni della Toscana”.

Se il passaggio fosse ufficiale riapriranno così le scuole (anche le superiori, seppur con alcuni studenti in dad), parrucchieri, estetisti,  alcuni tipi di negozio al dettaglio. Ci si potrà inoltre spostare all’interno del proprio territorio comunale. Intanto i nuovi casi registrati in Toscana sono 1.309 su 26.094 test di cui 15.031 tamponi molecolari e 11.063 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 5,02% (14,4% sulle prime diagnosi)