Covid, nuovo decreto. Via libera alla zona bianca, ecco come funziona

Via libera dal Consiglio dei ministri al decreto legge con le misure di contrasto  alla diffusione del covid che varranno dal 16 gennaio fino al 5 marzo.

Spostamenti vietati tra regioni e provincie autonome – Fino al 15 febbraio resta in vigore il divieto di ogni spostamento tra regioni o province autonome diverse, con l’eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Le visite a casa saranno consentite per massimo due persone – Fino al 5 marzo è consentito, solo una volta al giorno, lo spostamento verso un’altra abitazione privata abitata, tra le 5 e le 22, a un massimo di due persone in più a quella che vivono nella casa che si intende visitare. Chi si muove potrà comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. Lo spostamento può avvenire all’interno della stessa regione, in zona gialla, e all’interno dello stesso zomune, nelle zone arancioni e rosse, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai comuni fino a 5mila abitanti;

Via libera all’area bianca – è istituita una cosiddetta area bianca, nella quale si collocano le regioni con uno scenario di “tipo 1”, un livello di rischio basso e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100mila abitanti. In area “bianca” non si applicano le misure restrittive previste dai Dpcm per le aree gialle, arancioni e rosse ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli. Nelle medesime aree possono comunque essere adottate, con Dpcm, specifiche misure restrittive in relazione a determinate attività particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico.

Prorogato lo stato d’emergenza – Durante la seduta il CdM ha inoltre prorogato al 30 aprile 2021, lo stato d’emergenza dichiarato in conseguenza della dichiarazione di “emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale” da parte dell’Oms