Kayak rigido vs. kayak gonfiabile: cosa scegliere? 

Vuoi acquistare un kayak per le tue escursioni estive, ma sei indeciso tra kayak rigido e kayak gonfiabile? Su siti come tavolesportive.com trovi tutte le informazioni di cui hai bisogno per decidere e consigli e recensioni di chi ha già provato uno e l’altro oggetto, consigli e recensioni che potresti trovare particolarmente utili soprattutto se sei alle prime armi. Una cosa che dovresti sapere subito è, infatti, che le due tipologie di canoa sono in realtà piuttosto diverse, anche e soprattutto quanto a resa in acqua: semplificando molto, il kayak rigido è più flessibile e scivola meglio tra le onde, pur restando capace com’è di garantirti maggiore stabilità. 

Canoe rigide o canoe gonfiabili: che pro e che contro 

I principali vantaggi del kayak gonfiabile sono, insomma, il peso ridotto e la facilità di trasporto. Non a caso è l’alternativa preferita di chi vuole portare con sé la canoa in viaggio, in vacanza al mare o se sta organizzando una gita fuori porta con possibilità di escursioni acquatiche: ripiegabile su se stesso, leggero e dalle dimensioni ridotte da sgonfio, il kayak gonfiabile può essere racchiuso dentro al suo zainetto e trasportato comodamente anche a mano. Nella maggior parte dei casi, tra l’altro, questo tipo di canoe si gonfiano ovunque, in pochi minuti e con l’aiuto di una piccola pompa manuale o a pedale, anche se l’ideale sarebbe utilizzare delle pompe elettriche: è importante, infatti, che la pressione del kayak sia giusta e in grado di sopportare il peso di chi lo utilizza – oggi si trovano facilmente in commercio, nei negozi specializzati o in Rete, kayak monoposto tanto quanto kayak gonfiabili per due persone o tre persone. Tieni conto, comunque, che piccole complicazioni nel montaggio di una canoa gonfiabile possono essere la necessità di lavarla prima di metterla in acqua e quella di sistemare anche eventuali schienali o remi telescopici. 

Un kayak rigido, in resina o in altro materiale, si dimostra in questo senso già pronto all’uso: ossia perché possa essere utilizzato è necessario solo che sia messo in acqua. La vera complicazione potrebbe essere, in questo caso, come trasportare la canoa tradizionale: la si potrebbe legare al portabagagli sul tettuccio dell’auto, se se ne ha uno, o la si potrebbe tenere spiaggiata in calette private ma non sono certo soluzioni sempre e a priori praticabili. Chi sceglie questo tipo di kayak lo fa, comunque, perché la resa in acqua di una canoa rigida non è certo paragonabile a quella di un kayak gonfiabile: per certi versi non è azzardato, infatti, considerare il kayak rigido come un kayak più professionale. Più facile è, infine, la manutenzione: è difficile, infatti, che una canoa di questo tipo si rovini e nella maggior parte dei casi basta avere cura di sciacquarla attentamente dopo l’utilizzo. Un kayak gonfiabile, invece, oltre a essere lavato va accuratamente asciugato prima e per poter essere ripiegato e conservato e, soprattutto, va facilmente incontro a danni accidentali: può bucarsi o lesionarsi involontariamente, per esempio, e non sempre è possibile ripararlo con mastice e gomma.   

Tags