Dal tavolo al pc e poi al web: così la tecnologia ha rivoluzionato gioco

Ecco Smart, l’ultima frontiera del gioco sicuro

Se c’è qualcosa che ha finito col rivoluzionare le nostre vite nel corso dei decenni, quella è sicuramente la tecnologia. Basti pensare al continuo utilizzo che si fa oggi dei cellulari, ad esempio. Un tempo gli apparecchi elettronici o gli elettrodomestici che popolavano le case erano molto più modesti. I televisori erano a tubo catodico, le frequenze erano semplicemente analogiche, altri oggetti di uso comune come orologi optional per le automobili avevano molte meno funzioni. Anche i videogiochi hanno conosciuto un’evoluzione non indifferente. In generale, l’intrattenimento si è spostato su altri lidi rispetto a quelli di 20 e 30 anni fa, quando per svagarsi si poteva tirare fuori dall’armadio una vecchia scatola di Monopoly o di scacchi. Oggi si può guardare la televisione o giocare a carte direttamente su uno smartphone.

Badando alla sostanza, la natura dei giochi in sé per sé non è cambiata. Il modo in cui vi si approccia, di certo, è mutato, per favorire una maggiore accessibilità a chi vuole anche solo testarli. Le prime tracce dei videogiochi moderni risalgono agli anni ’80, sebbene già nella prima metà del XX secolo fossero stati approvati esperimenti simili. Sino agli anni 2000 erano dunque le classiche console da collegare alla tv le massime rappresentazioni del divertimento per i ragazzi. Poi, complice il boom di internet e l’insorgere di connessioni sempre più potenti e veloci, il settore videoludico ha iniziato a sfruttare volentieri le capacità della rete.

Sempre tramite le console, i videogiocatori hanno scoperto la possibilità di sfidare a distanza gli amici, quasi come fossero collegati alla medesima console tramite un secondo controller. Oggi persino il modo di impartire comandi nei giochi è cambiato e alcuni titoli permettono di eseguire azioni addirittura utilizzando la voce, tramite un microfono incorporato direttamente nel gamepad. L’impressione è che si cerchi di chiedere all’utente uno sforzo sempre minore per svolgere anche i compiti che era già abituato a sostenere.

Considerando che quasi tutti i cellulari in circolazione ai giorni nostri sono degli smartphone, gli sviluppatori di software non si sono fatti scappare l’occasione di proporre giochi a profusioni anche sui dispositivi portatili. Le app possono essere di vario tipo e alcuni riguardano anche l’intrattenimento videoludico, riproducendo su schermo giochi del tutto nuovi o controparti fedeli di titoli storici. Toccando semplicemente alcune icone raffigurate sullo schermo stesso, è possibile utilizzare lo smartphone come se fosse un controller. Alla fine dei conti, l’importante è che un dispositivo goda dei requisiti hardware sufficienti a sostenere l’elaborazione di un dato programma. Per quanto riguarda il resto dell’esperienza di gioco, infatti, è sempre tutto migliorabile. Non a caso c’è chi collega persino dei controller al proprio cellulare per giocare in totale comodità.

Altro che PlayStation: l’apice della tecnologia è ancora sconosciuto ai più. Di questi tempi si sente parlare spesso di virtual reality, 5G, cloud e tante altre diavolerie che farebbero impallidire chiunque non mastichi un minimo di informatica. L’innovazione tecnologica sta intaccando tutti i settori possibili e immaginabili, anche le piattaforme di gambling che hanno trasformato in delle specie di videogiochi il poker, la roulette o le slot. Le domande di chi, essendo alle prime armi, entra in uno store di applicazioni possono essere molteplici di questi tempi. Tra chi parla di hosting, chi cerca di capire come funziona il multiplayer e chi chiede cosa sono i free spin nelle slot appare evidente che serva prendere dimestichezza con un linguaggio specifico. Un linguaggio che sta entrando sempre di più nel parlato comune.