Bruno Valentini: “Non c’era nessun buco di bilancio, avevo ragione io”

L’ex sindaco Bruno Valentini attacca l’amministrazione comunale. E rivendica la bontà della sua posizione e del suo operato quando era primo cittadino. La vicenda in questione si riferisce al presunto buco di bilancio che la giunta Valentini avrebbe lasciato all’attuale amministrazione De Mossi, un disavanzo che era stato denunciato dagli attuali amministratori comunali: “Nelle caselle di posta elettronica dei trentadue consiglieri del Comune di Siena – scrive Valentini – proprio oggi è arrivata la delibera della sezione toscana della Corte dei Conti che mette la parola fine alla clamorosa vicenda del finto ‘buco’ da oltre 13 milioni che fu inscenata dalla attuale giunta per denunciare che il precedente risanamento era una finzione e che i conti comunali erano a rischio. Salvo poi fare doverosamente ricorso alla Corte dei Conti di Roma, rivendicando la  legittimità dei medesimi criteri adottati dalla giunta Valentini nonché dagli uffici, i quali ovviamente agivano in continuità”.

L’ex sindaco prosegue: “Oltre ad agitare lo spauracchio dell’azione di responsabilità contro i precedenti amministratori, l’attuale amministrazione comunale ha usato il pretesto del ‘buco’ per giustificare investimenti mancati e persino la persistenza degli autovelox e dei relativi incassi. Ma cosa dice l’ultima delibera? Tutto parte dai risparmi prodotti al tempo del commissario prefettizio Laudanna dall’allungamento del debito rappresentato dai Boc. Quei risparmi potevano essere utilizzati per mantenere la spesa corrente e salvaguardare i servizi per i cittadini oppure dovevano essere accantonati ancora per anni? A Roma, le sezioni unite della Corte dei Conti hanno sancito che le economie da rinegoziazione possono essere impiegate come fondi destinati (investimenti ed anche rimborso anticipato di prestiti) ed anche per la copertura del disavanzo, persino di parte corrente. A Firenze alfine si sono allineati e pertanto il Comune di Siena, già entro quest’anno, ‘potrà utilizzare la quota dei fondi destinati costituita dalle economie da rinegoziazione, pari a 6.983.515,99 euro, secondo le modalità ricordate’. Altro che ‘sacrifici’ o ‘vendite forzate di immobili’, come sbraitava l’attuale maggioranza solo a marzo di quest’anno. La magistratura contabile ha corretto l’impostazione troppo severa che aveva adottato ed ha reso pienamente disponibili le risorse temporaneamente congelate”.

Valentini conclude: “Se si vanno a vedere le mie dichiarazioni di inizio 2019, è accaduto esattamente quello che avevo previsto, per di più in un tempo brevissimo. Se si aggiunge che dalla fine del prossimo anno, grazie al rimborso accelerato dei Boc (che nel mandato precedente avevamo impostato grazie a razionalizzazione della spesa e alienazioni immobiliari), il Comune non dovrà più pagare rate per quasi 6 milioni all’anno, è facile comprendere quanto grande sia ridiventata la capacità finanziaria del Comune, che potrebbe finalmente ridurre tasse e aumentare investimenti e servizi. Ma quel che manca non sono i soldi, bensì le idee”.