Scoperto il vero modo in cui venivano graziati i gladiatori: non è con il pollice verso

Quando pensiamo all’Antica Roma, i gladiatori sono tra i primi a venirci in mente. Questi combattenti erano delle vere e proprie celebrità all’epoca e ancora oggi sono i protagonisti di molte opere d’intrattenimento. Non tutto quello che crediamo di sapere sui gladiatori e sul modo in cui si svolgevano i combattimenti sembra però essere vero, incluso il modo in cui questi si concludevano.

 Il mito del pollice verso

 Quando immaginiamo la fine di un combattimento tra gladiatori la scena è quasi sempre la stessa. Il gladiatore vincitore si rivolge all’imperatore per sapere se dovrà risparmiare la vita dell’avversario o se questo dovrà morire. Quali sono le risposte dell’imperatore? Molti pensano che quando questi allungava il pugno e mostrava un pollice rivolto in su, un po’ come il nostro gesto per dire ok, il gladiatore sopravvivesse, mentre se il dito indicava verso terra lo sconfitto sarebbe stato ucciso. Quest’immagine è ormai nota a tutti grazie anche alla cultura popolare.

È infatti il gesto ripetuto diverse volte dall’imperatore Commodo nel colossal Il gladiatore e svetta anche in molti giochi dedicati all’Antica Roma, come si può notare nell’articolo che spiega come giocare le slot di Capecod, in cui la slot machine Er Colosseo viene pubblicizzata dall’immagine un imperatore romano con il braccio teso e il pollice verso verso l’alto. L’immagine del pollice verso è diventata in realtà celebre solo a partire dall’Ottocento grazie al quadro Pollice Verso di Jean-Léon Gérôme e secondo recenti scoperte non si tratta che di una leggenda; il gesto utilizzato dall’imperatore era leggermente diverso da quello che tutti conosciamo.

Il vero gesto dell’imperatore

 Già da tempo, gli studiosi erano indecisi su quale fosse la vera interpretazione del gesto dell’imperatore, presente in diversi scritti risalenti all’Antica Roma. Se si sapeva che il verdetto dell’imperatore veniva comunicato tramite la posizione del pollice, non era chiaro quale questa fosse. Una risposta sembra essere arrivata dal ritrovamento nel 1997 del medaglione di Cavillargues. Questo piatto di ceramica rappresenta sotto forma di bassorilievo le ultime fasi di un combattimento tra due gladiatori. Sopra di loro campeggia la scritta stantes missi, utilizzata per indicare un pareggio. Entrambi i gladiatori, quindi, sembrano essere sopravvissuti allo scontro. Nella scena appare anche l’imperatore, con il braccio teso e il pugno chiuso.

Questa immagine sembra confermare una teoria a lungo spinta dagli studiosi: il gesto dell’imperatore era infatti l’opposto di quello che noi conosciamo. Il pollice indicava infatti la spada e se era rivolto verso l’alto comunicava un messaggio chiaro: sfodera la spada e, quindi, uccidi il tuo nemico. Un verdetto misericordioso veniva invece comunicando mostrando il pugno chiuso, con il pollice nascosto dietro le altre dita. In questo modo si chiedeva al gladiatore vincitore di riporre la spada nel fodero e salvare la vita dello sconfitto.

Purtroppo non è sempre facile interpretare le fonti che ci sono arrivate dal passato, ed è facile cadere in interpretazioni sbagliate che vengono poi tramandate nella cultura popolare e diventano così difficili da correggere. È il caso anche del gesto utilizzato dall’imperatore romano per decretare o meno la morte dei gladiatori sconfitti.