Cos’è l’alga spirulina e quali sono le sue caratteristiche

Negli ultimi anni anche in Italia si è parlato in misura piuttosto diffusa dell’alga spirulina. Ma quali sono le caratteristiche di questa alga? È davvero così salutare per il proprio benessere?

Andiamo con ordine. L’alga spirulina è tecnicamente classificata come cianobatterio ed è stata usata per secoli come fonte di cibo in diversi Paesi del mondo. Oggi giorno la spirulina è disponibile in commercio in capsule, compresse e in polvere, ed è stata incorporata in alcuni alimenti e bevande come barrette energetiche, popcorn e frullati. Basta effettuare una semplice ricerca su Internet per rendersi conto di quanto siano numerosi i prodotti che sostengono di trasferire ai consumatori incredibili benefici grazie alla presenza della spirulina.

La spirulina può crescere in condizioni estreme, inospitali per la maggior parte degli altri organismi acquatici. Viene generalmente coltivata in laghi artificiali o naturali, raccolta e liofilizzata. Vanta un contenuto proteico del 60% – è una fonte di proteine più ricca della maggior parte delle verdure – ed è anche una buona fonte di beta-carotene, vari minerali e acido gamma linolenico, un acido grasso essenziale.

Se le richieste per la spirulina fossero limitate al suo elevato (anche se costoso) contenuto nutrizionale, avremmo probabilmente davanti a noi un super food da tenere in grande considerazioni. Tuttavia, la spirulina viene – purtroppo – promossa da alcuni inconsapevoli (o incoscienti!) per prevenire, trattare o curare una serie di condizioni, tra cui il colesterolo alto, ipertensione, diabete, depressione, epatite virale, e malnutrizione. Inoltre, si dice che stimoli il sistema immunitario e migliori le funzioni renali ed epatiche. Il problema è che ci sono poche o nessuna prova scientifica a sostegno di tali affermazioni! Alcune affermazioni sono state effettivamente testate, ma la maggior parte delle prove sono piccole, mal concepite o non conclusive, e dunque scarsamente utili per poter arrivare a definizioni troppo entusiastiche su questo alimento.

Inoltre, come altri integratori alimentari, la spirulina non è regolamentata dalle autorità sanitarie, e quindi non c’è alcuna garanzia che il prodotto acquistato sia privo di contaminanti o contenga la quantità di spirulina promessa sull’etichetta.

Ad ogni modo, è anche vero che, fortunatamente, pochi effetti collaterali sono stati segnalati dalla spirulina quando usata a dosi consigliate. Ma questo tipo di alghe teoricamente potrebbe contenere l’aminoacido fenilalanina e quindi dovrebbe essere evitato dalle persone che hanno la fenilchetonuria (PKU) – un disturbo metabolico in cui il corpo non può metabolizzare la fenilalanina. Se si utilizza la spirulina, è insomma sempre opportuno cercare di informare tempestivamente il proprio medico, in quanto potrebbe interagire con altri farmaci che si potrebbero assumere.

Val dunque la pena rammentare la consueta regola che è valida per ogni tipo di integrazione alimentare: prima di modificare le proprie abitudini inserendo nella propria dieta degli ingredienti “nuovi”, dai dubbi e miracolosi vantaggi, è bene parlarne con uno specialista, che possa mettere il soggetto interessato al riparo da errori che potrebbero essere anche particolarmente gravi per il benessere del proprio organismo.

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