Ufficio turistico di Siena: offerta di lavoro o proposta indecente? Le lavoratrici: “Chi tutela il turismo?”

Con oggi si chiude il capitolo lavorativo delle sei dipendenti dell’ufficio turistico di Piazza del Campo, a seguito di una vergognosa proposta lavorativa avanzata dalla nuova Ati che si è aggiudicata la gestione del punto informazioni, trincerata dietro il ritornello della mancanza di soldi e dell’essere in condizione di dismissione. Si chiude anche un’attività ed un servizio di qualità creato negli anni ‘50 dall’ex-Azienda autonoma di Turismo, un centro servizi turistici che era diventato fiore all’occhiello della nostra città.

 

La nuova associazione temporanea di impresa che dovrà garantire l’apertura e la gestione dell’ufficio ha offerto alle dipendenti, esattamente per lo stesso tipo di mansioni, un contratto molto diverso dal precedente. Non più un contratto del settore turistico, ma uno assai peggiorativo come cooperativa sociale, annullando gli scatti di anzianità, riducendo drasticamente il salario mensile (e perdendo anche la quattordicesima) ed offrendo ad ogni impiegata solo 14 ore di forza lavoro alla settimana: anni di professionalità messi al bando. Ha fatto, insomma, una proposta assolutamente indecente!

 

 

 

In questo modo chi ci rimette non sono solo le dipendenti che vi hanno lavorato per anni, ma anche e soprattutto il turista al banco. Chi ha lavorato presso l’ufficio informazioni, acquisendo competenze e mettendole a servizio degli utenti con passione e impegno, si ritrova davanti alla scelta di essere licenziata oppure lavorare per uno stipendio che non permette la sopravvivenza. Nel corso di questi anni presso il centro servizi di Piazza del Campo il turista poteva prenotare alloggi, acquistare biglietti ferroviari e per i servizi turistici, avere assistenza su qualsiasi tipo di informazione. Da oggi in poi chi potrà effettivamente garantire certi servizi?

 

 

 

Ufficialmente i posti di lavoro parrebbero tutelati, l’ufficio resterà aperto (forse), ma a quale prezzo? La qualità, la tutela della professionalità, le buone intenzioni di valorizzare il turismo, la volontà di far diventare Siena capitale della Cultura, insomma tutti buoni propositi, che alla prova dei fatti rischiano di essere disattesi. Vorremmo che anche gli operatori senesi (albergatori, ristoratori, commercianti) che hanno usufruito di questi servizi prendessero coscienza di quanto sta accadendo, della gravità di questa situazione che danneggia non solo noi ma tutto il settore. C’è una parola magica – solidarietà – che deve riprendere ad essere declinata soprattutto in un momento di così forte crisi.

 

 

 

Tutto questo all’inizio dell’alta stagione, per un settore, il turismo, considerato unanimemente da istituzioni ed attività locali insieme alla cultura come il principale traino dell’economia di Siena, “il petrolio della città”, in una provincia che stenta ad offrire alternative in termini di lavoro ai suoi cittadini. Resta il dubbio di chi stia effettivamente beneficiando di questa inesauribile ricchezza, dato che i lavoratori del settore vengono sempre più sfruttati, impoveriti e ridotti al precariato stagionale.

 

 

 

In questi giorni abbiamo raccolto la solidarietà di circostanza di turisti e visitatori, lo sgomento impotente di amici e familiari. Ma abbiamo avuto la sensazione che la situazione delle lavoratrici -cittadine ed elettrici – dell’Ufficio turistico di Siena, che per loro è lavoro di sostentamento, sia stata considerata con superficilità e marginalità dalle istituzioni e dai gestori dei servizi turistici. Anche in questa provincia molte famiglie, lavoratori, giovani, sono ormai stremati. Tutto ciò ha bisogno di un impegno straordinario che deve essere messo subito in campo.

 

 

 

Le lavoratrici dell’Ufficio turistico di Siena e la FILCAMS CGIL Siena