Soppressione delle corse in Valdichiana. Lavoratori e studenti sul piede di guerra

Sopprimere è più facile che razionalizzare? Se lo stanno chiedendo i tanti pendolari della linea Chianciano-Bettolle-Firenze che a metà del mese si vedranno costretti a riorganizzare la loro vita in base ai nuovi orari degli autobus di quella linea. Infatti la riduzione chilometrica del totale corse del 2% ha indotto l’Azienda Siena Mobilità ad assumere iniziative fortemente impopolari, soprattutto nella zona Valdichiana senese, senza incidere in nessun modo su altre zone del territorio provinciale.

<Tagliare le corse con chilometraggio elevato – dichiara uno degli oltre 120 sottoscrittori di una petizione che è già stata presentata a tutte le autorità locali competenti, comprese le forze politiche e sindacali – consente di raggiungere l’obiettivo previsto dai tagli assai velocemente, senza però tenere in considerazione l’importanza della corsa stessa in termini di utenti e destinazioni. I tagli così effettuati sono il chiaro esempio di progettazioni prive di conoscenza del territorio e dei flussi dei trasporti della popolazione. Ci sono numerose corse che girano per i nostri paesi a vuoto o che collegano località in cui non ci sono né attività lavorative, né tanto meno plessi scolastici. Razionalizzare, ottimizzando, è possibile stando attenti alle vere esigenze della popolazione. Come è possibile non tagliare nessuna delle 36 corse giornaliere che collegano Siena con Firenze (36 in andata e 36 in ritorno) se non pensando a logiche di sudditanza politica anziché ad una giusta ridistribuzione dei tagli? La diminuzione di corse a cadenza di un ora è un disagio, il taglio di quelle a cadenza quasi giornaliera è la privazione di un diritto, in questo caso del diritto al lavoro e allo studio.> Lo sfogo dei pendolari della Valdichiana è di quelli che non vanno tanto per il sottile. Attualmente vi sono tre corse di andata e tre di ritorno; quelle delle 8,05 in andata e delle 14,15 al ritorno sono quasi sempre piene di lavoratori e di studenti, che dal 13 febbraio non avranno più la possibilità di recarsi a Firenze con alternative agevoli. Infatti le stazioni ferroviarie più vicine sono Arezzo e Chiusi (45 minuti di auto), le linee di autobus sono a Siena (45 minuti di auto), ma questi nuovi tragitti comportano dei tempi di percorrenza che passano da 1h 15’ con i vecchi orari, a circa a 2h 30’, sia per andare che per tornare…

L’aumento dei costi del biglietto o degli abbonamenti, anche se sostanziale, passa in seconda linea. L’emergenza adesso sta nel vedere di salvare le corse suddette: diversamente andare al lavoro o all’università, per gli abitanti delle zone limitrofe alle fermate in oggetto, diventerà un serio problema.

Sono già state raccolta molte firme, 120 in soli 3 giorni, e inviato una lettera alle autorità competenti al fine di segnalare il problema, ma i pendolari lavoratori e studenti temono che non sia sufficiente. Quale sarà il loro destino? Venerdì pomeriggio, l’assessore ai trasporti della provincia di Siena proverà a dare alcune risposte in merito ad una delegazione di pendolari che ha ottenuto di essere ricevuta per esporre a voce le problematiche della questione.