Rita Petti: ‘Una costituente per il Complesso museale del Santa Maria della Scala’

Rita Petti – Partito democratico

Nell’agosto 2013 sono state depositate dal Gruppo consiliare PD due mozioni volte a sollecitare il riavvio di una riflessione culturale e conseguenti azioni politiche per il Complesso museale del Santa Maria della Scala.

La città da tempo ha chiaramente espresso in modo trasversale e diffuso sensibilità e interesse per il valore insito nella struttura stessa e in ciò che in essa si attua. Il valore concreto e autentico del Santa Maria della Scala chiama a cessare di utilizzarlo come argomento di parte o tema per captare consenso. La complessità e la ricchezza del suo palinsesto sono sintesi e simbolo della storia dell’intera comunità, espressione del suo continuo divenire. Reclamano oggi di farlo essere “bene comune per la collettività”, vivo e attuale.

Riavviando e rinnovando una riflessione che parte da lontano chiediamo oggi di assumerci, ognuno per il proprio ruolo e competenza, la responsabilità di partecipare a un progetto che ne ridefinisca in modo chiaro la finalità (il senso), stabilisca obiettivi, trovi gli strumenti e le risorse, ma in questo ordine. Le risorse saranno attirate dalla credibilità dei progetti e non dalla referenza del nome.

Nel 1986 un importante convegno internazionale promosso dal Comune di Siena dette il via al percorso di recupero del complesso dell’Antico Ospedale Santa Maria della Scala. Il concorso internazionale per la progettazione del riuso, anche concettuale, dei 350.000 metri cubi dell’intero complesso venne bandito poco dopo. La proposta di Guido Canali risultò vincitrice e il progetto nella sua redazione esecutiva venne presentato nel 1993. Innovativo ed esemplare ha proposto una nuova visione urbanistica nel particolare e nel suo complesso, un ragionamento nuovo sull’economia della cultura e una sperimentazione propedeutica di modalità di intervento in progress configurando un esempio unico di cantiere didattico.

 

Il Museo dell’arte figurativa senese

Il progetto per la realizzazione del Museo della civiltà figurativa senese costituisce una parte fondamentale del sistema Santa Maria della Scala. Il dialogo costruttivo tra enti, istituzioni, associazioni offerto dal percorso di candidatura di Siena a Capitale europea della Cultura 2019 ci fornisce un’opportunità concreta di un dialogo costruttivo e coordinato per la sua concretizzazione. In questo l’Amministrazione comunale deve essere centrale non abdicando rispetto al governo dei processi e avvalendosi al contempo e consapevolmente del migliore supporto tecnico e scientifico per promuovere, coordinare, sostenere e valutare i progetti. Dell’accordo firmato con il Ministro Melandri nell’aprile del 2000 è stata attuata la parte relativa al Museo Archeologico. Per quanto attiene la volontà di allestire all’interno del sistema del Santa Maria della Scala il Museo della civiltà figurativa senese si ricorda il preliminare di intesa tra Comune, Istituzione Santa Maria della Scala, Soprintendenza PSAE, Opera della Metropolitana del 1998, preceduto da una decisione concorde di formarlo presso il Complesso. Esiste un progetto di massima elaborato dall’Architetto Canali per la collocazione delle opere provenienti dalla Pinacoteca, dal Santa Maria della Scala (comprese quelle in deposito presso la Pinacoteca), dal Museo Civico, dal Museo Diocesano nel pieno rispetto dei vincoli, delle autonomie delle istituzioni e enti, delle proprietà. Un’apposita commissione di lavoro con i rappresentanti degli enti citati era già stata costituita. Il progetto prevede un museo di completa e nuova formazione, non un semplice trasferimento di opere, in grado di delineare un percorso completamente innovativo per la conoscenza della civiltà senese attraverso tutte le forme di figurazione artistica. Occorre oggi un’attenta valutazione di quanto è stato fatto per intraprendere politiche per la cultura riattivando il contatto fondamentale con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

 

La sostanza e la forma. Una Fondazione di partecipazione pubblico-privato per il Santa Maria della Scala

Un atto di indirizzo del dicembre 2011 stabiliva la gestione del Complesso museale con una fondazione di partecipazione, istituto di diritto privato senza fini di lucro. Tra i criteri fondanti si individuava il Comune come unico socio fondatore avente il ruolo di pianificazione, indirizzo e controllo ed esclusivo titolare della proprietà dell’immobile. Nella seduta del Consiglio Comunale del 20 marzo 2012 è stato approvato lo Statuto per la costituzione della Fondazione di partecipazione. L’autosufficienza e l’auspicabile redditività, materiale e immateriale, del Complesso non può realizzarsi senza una competente programmazione tecnica e un piano aziendale che affronti le criticità del presente ma progetti il futuro anche con un piano pluriennale che permetta un’adeguata calendarizzazione indispensabile per molte attività. L’inevitabile affidamento a operatori esterni per l’erogazione dei servizi non può comportare una deroga della programmazione, la centralità del Comune deve garantire l’interesse collettivo ritrovando i ruoli specifici di ciascun attore.

 

Il Santa Maria della Scala e la Candidatura a capitale europea della Cultura 2019

Il Santa Maria è il compendio della città: ne è la risultante concreta, la sintesi simbolica e il paradigma. Complesso perché insieme di molto, complesso per l’intrecciarsi materiale e immateriale di una eterogenea molteplicità di obiettivi. La sua finalità era quella di servire e celebrare nell’unità di bene e bello l’intera collettività esaltandone ma soprattutto rafforzandone le virtù. Nato per accogliere tutti, il pellegrino, il malato, l’infante abbandonato, il povero e l’ospite, è un monumento collettivo, il corpo della città. Come in un organismo vivente ogni sua parte è la risultante di una funzione tanto diversa quanto indispensabile e completamente integrata. Struttura nata per non scartare nessuno, per soccorrere e far crescere curando-educando, è l’emblema di una collettività animata che trova arricchimento nella capacità di far esprimere ciascun componente. Lo spirito del Santa Maria, la sua utilità e la sua bellezza, sono l’anima della candidatura di Siena a Capitale europea della Cultura 2019. Concreto e allegorico è il luogo che ci insegna a non aver paura dei cambiamenti e delle innovazioni, anzi a reagire con coraggio e creatività prendendo atto e facendo fronte a contesti in continua evoluzione.

Come il Tesoro di Santa Maria della Scala, giunto a Siena da Costantinopoli, frutto di un investimento economico e di una condivisione di intenti di Comune e Spedale, dette nel 1359 nuova speranza, arricchimento e prospettiva alla collettività vessata dalla crisi post 1348, oggi l’inserimento della nostra città tra le finaliste per il titolo di Capitale europea della Cultura 2019 rinnova una concreta opportunità di crescita.

Rita Petti

                                                                                  Consigliere comunale Gruppo PD

                                                                                  Presidente Commissione Cultura e Scuola