Il sindaco Valentini in consiglio comunale: “Farinetti non investirà a Siena”

 

Santa Maria della Scala

Santa Maria della Scala

Accorpate due interrogazioni urgenti, presentate questa mattina, e aventi per oggetto il complesso museale S. Maria della Scala. La prima a firma di Luciano Cortonesi (Nero su Bianco) e Pietro Staderini (Moderati di Centrodestra), l’altra di Rita Petti (PD).

I consiglieri di opposizione partendo da quanto apparso nell’articolo di Montanari uscito lo scorso 2 febbraio su Il Fatto quotidiano, relativamente alla possibile futura presenza di Eataly all’interno del S. Maria della Scala, ma anche da quanto riportato nei giorni seguenti da altre testate giornalistiche, hanno chiesto al sindaco Bruno Valentini di <<cessare qualsiasi querelle che non provenga dal Consiglio comunale per riconsegnare al massimo consesso elettivo quel ruolo che dalla sua elezione ha perduto>>. Al contempo Staderini ha evidenziato la necessità di conoscere la posizione dell’amministrazione nei confronti del complesso museale, alla luce anche dell’atto di indirizzo, approvato il 21 dicembre 2011, in merito alla Fondazione di partecipazione, e di rendere consapevole la città di <<come si incastona il S. Maria della Scala nei progetti di Siena Capitale della cultura 2019, quale il valore, a lungo periodo, alla città>>.

Rita Petti ha, invece, centrato l’attenzione sul finanziamento ottenuta dalla regione: 420mila euro da destinare alla realizzazione di un piccolo centro di ospitalità all’interno del Museo, evidenziando come questo intervento sia stato <<inserito all’ultimo momento nel Piano triennale dei LLPP, e al di fuori delle linee di indirizzo elaborate negli anni dalle diverse amministrazioni, oltre a non rappresentare, in modo organico, alcune esigenze prioritarie come il fabbisogno di oltre 1,5 milioni di euro per l’adeguamento alla normativa antincendio, dalla quale potrebbe dipendere lo sviluppo del progetto museale, la fruibilità cittadina e quella turistica>>. Su questo ha, quindi, chiesto informazioni circa lo stato di avanzamento del progetto, quale l’ubicazione, se questi locali sono gli stessi inseriti nella documentazione inviata alla Regione e se sono gli stessi individuati, a suo tempo, dall’architetto Canali.

Bruno Valentini nel rileggere alcuni passaggi dell’articolo di Montanari ha fatto presente come questi richiamino esplicitamente l’interrogazione dell’opposizione: <<sembra stabilirsi un rapporto logico tra Montanari e loro, perché non siamo stati noi a diffondere questa informazione visto che non esiste nessun atto da cui risulti>>.

Il sindaco, continuando nella sua risposta, ha informato il consesso della visita di Farinetti a Siena durante la quale ha appreso che l’imprenditore anni fa si era interessato sulla possibilità di aprire una sua attività nella nostra città. <<Un progetto, poi, accantonato e che, come da lui dichiarato, non intende per almeno 3 o 4 anni fare nuovi investimenti>>. <<Non c’è, comunque, nessuna intenzione – ha rimarcato Valentini – di trasformare il Santa Maria della Scala in market alimentari o di altri generi commerciali. E neppure di cedere all’inevitabile verifica della sostenibilità economica degradando a logiche meramente commerciali la grande ambizione di rilanciare il Santa Maria della Scala. Con Farinetti abbiamo parlato della valorizzazione dei prodotti senesi, di come far conoscere nel mondo lo straordinario patrimonio enogastronomico del nostro territorio. Fra pochi mesi, e questa è la vera notizia, apriremo un nuovo spazio espositivo dedicato alla storia della città>>.

Il sindaco ha poi affermato che Farinetti non investirà a Siena.

Rispondendo alla consigliera Petti ha informato che i locali da destinare all’accoglienza, coerentemente con le priorità individuate dalla Regione relativamente alla Francigena e alla promozione del turismo ambientale ed escursionistico, sono quelli <<individuati come idonei in una parte laterale del complesso, con accesso autonomo dal lato del vicolo S. Girolamo, che dovranno essere affidati in gestione tramite un bando pubblico>>.

<<Risposta stonata – ha commentato Andrea Corsi – nel nostro documento, presentato per fare chiarezza sul S. Maria della Scala, sul suo riuso e rilancio, non c’era nessuna banalizzazione. Il sindaco ha accusato una parte della città di non voler fare gli interessi generali, ma questa non è la nostra intenzione>>.

Pietro Staderini, dal canto suo, sottolineando che <<i virgolettati riportati nell’interrogazione era quanto pubblicato dai giornali>>, ha ringraziato, relativamente a Eataly, per i chiarimenti ottenuti, lamentando, però, la mancanza di altre risposte.

Parzialmente soddisfatta Rita Petti, che si è dichiarata <<sorpresa per la distorsione della comunicazione. La confusione non va alimentata e, visto che la stampa ama enfatizzare, la comunicazione deve essere più attenta sia all’interno che all’esterno>>.