Documento del Pd su Banca Mps: ‘Misure durissime per i dipendenti, ora riprenda il confronto con i sindacati’

Banca Monte dei Paschi di Siena

“La Banca Mps riconvochi, quanto prima, il tavolo della trattativa con i sindacati con proposte che consentano di riprendere il confronto. Da una vicenda così delicata si esce in un modo solo: con un accordo”. È quanto chiede il Pd di Siena, anche in relazione al documento approvato, a larga maggioranza, dall’assemblea comunale che si è svolta nei giorni scorsi. “Le misure previste dal Piano industriale – si legge ancora nella nota – sono durissime soprattutto per i dipendenti. Per questo non possono e non devono essere adottate in modo unilaterale dalla Banca. È importante che in questa delicata vicenda cadano tutte le pregiudiziali e si usino toni e linguaggi più moderati, nell’interesse dei lavoratori, dell’azienda e di tutta la città. È solo con un grande senso di responsabilità che si può imboccare la strada giusta. Chi avvelena il clima, fomentando le paure e esasperando ulteriormente gli animi non ha rispetto per chi vive sulla propria pelle una situazione di incertezza. Si tenta in ogni modo con farneticanti prese di posizione di frenare quel cambiamento necessario per voltare pagina. La ripresa della Banca è possibile ed è fondamentale per la città. Per questo tutti dovrebbero dare un contributo costruttivo e non distruttivo”.

 

“Chi non vuole cambiare e vuole portare tutti a fondo – dice ancora la nota – si scatena in una guerriglia quotidiana contro tutto e tutti. In questa attività si distinguono quotidianamente esponenti, riconducibili ad una ben nota componente politica, che usano posizioni istituzionali con dichiarazioni a getto continuo per generare una confusione in cui non si distingua più nulla. Si tratta di un goffo tentativo di sottrarsi alle loro responsabilità di esponenti della politica locale con ruoli sempre di primo piano. Ciò in disprezzo di quanto discutono e decidono democraticamente gli organi dirigenti del partito, dei quali gli stessi fanno per altro parte”.

 

La Banca Mps. “L’indipendenza strategica di Banca Mps – dice il Pd – è un valore di riferimento per tutta la città e potrà essere assicurato soltanto con un ritorno alla redditività. Si dovrà operare per mantenere la Fondazione come primo azionista della banca, con una quota legata al suo bilanciamento patrimoniale, attorno alla quale far ruotare un azionariato plurale e stabile con caratteri non industriali, garantendo la natura di banca commerciale e la sua senesità. La riduzione dei costi e la riorganizzazione del consorzio operativo di gruppo, infine, dovranno intervenire sulle sedi decentrate, tutelando prima di tutto l’originario insediamento storico dell’azienda e l’indotto, in modo da avere il minor impatto sociale possibile sulla città”.

 

“La Fondazione Mps – dice ancora il Pd – è giunta oggi a un passaggio storico. È fondamentale che entrambe le Deputazioni valutino l’opportunità di approvare i rispettivi documenti di programmazione, ponendosi in netta discontinuità rispetto al passato e superando quelle resistenze interne che non vogliono prendere atto dei cambiamenti. La Fondazione è un ente fondamentale per lo sviluppo di Siena, che ha bisogno di raggiungere un nuovo equilibrio patrimoniale e di cambiare profondamente il suo modo di operare. Il passaggio dal modello distributivo e della gestione diretta dei progetti propri a quello del partenariato è quindi fondamentale per assicurare la stabilità di istituzioni prestigiose e di iniziative di respiro internazionale. La revisione del suo statuto è sicuramente un passaggio necessario per ridisegnare la nuova Fondazione, ed è giusto che sia stata avviata, ma non può concludersi in assenza del consiglio comunale a cui spetta la funzione fondamentale di individuare gli indirizzi. Il mantenimento della natura di Fondazione ex bancaria e di carattere filantropico dovrà coniugarsi con un maggiore pluralismo delle presenze, allo scopo di innescare una dialettica virtuosa tra istituzioni e società”.