Siena di mille cose è piena – La tomba etrusca di Ildegarda che prese il nome di un Papa

Si chiamava Ildebrando Aldobrandeschi di Sovana, era nato il 22 aprile del 1073 e divenuto Papa col nome di Gregorio VII. Da lui prende il nome la più famosa delle tombe della necropoli etrusca di Sovana (siamo all’interno del Parco del tufo della Maremma): la tomba di Ildebranda.

Scoperta nel 1924 da Gino Rosi, pochi anni dopo, nel 1929, l’archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli dedica al monumento funebre, risalente al III secolo a. C. e ancora oggi uno dei più imponenti e significativi dell’intera “Etruria”, un importante studio, realizzandone anche la ricostruzione grafica.Tutto il complesso (oggi in gran parte perduto a causa della fragilità del tufo) era ricoperto da stucchi policromi secondo l’arte decorativa etrusca che amava i colori sgargianti. La tomba mantiene i resti delle dodici colonne che delimitavano la struttura fatta a tempio. Le colonne sorreggevano un fregio a rilievo decorato da una serie di grifi affrontati retti per la coda da una figura femminile e alternati da rosette.

L’unica colonna restante, nel cui capitello si riconoscono figure antropomorfe, sorregge un residuo di soffitto a lacunari. All’interno, in basso, si notano i resti dell’intonaco dipinto. Sotto il podio un profondo corridoio d’accesso scavato nel tufo permette l’accesso al sepolcro. Questo ingresso ne interseca un altro e raggiunge una tomba (la tomba dei Leoni) risalente al IV sec. a.C. L’interno di quest’ultima camera sepolcrale è di stile greco e il soffitto è decorato da cassettoni di pregevole fattura. La camera sepolcrale della tomba Ildebranda ormai non presenta decorazioni o resti del corredo funebre dato che venne profanata in epoca antica. Dotata di un’unica banchina per le deposizioni, la camera si articola secondo una pianta a croce greca e sul soffitto presenta una falsa trave scolpita nel tufo.

Ma perché un Papa dà il nome ad una tomba etrusca? E’ logico pensare che colui che la scoprì volle dedicarla al più importante personaggio del luogo, ma il retropensiero è che, essendo questo personaggio salito al soglio pontificio addirittura, si voglia in qualche modo (ci sono altri esempi simili) affermare quasi la “supremazia” della religione cristiana su quella Etrusca e, dunque, pagana.

Ah, e perché nella rubrica “Siena di mille cose è piena” siamo andati in Maremma? Perché siamo andati a vedere dove arrivavano i possedimenti dell’antica Repubblica Senese. Un po’ di sana nostalgia ante 1555 ogni tanto arriva…

Maura Martellucci

 

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