L’economia e l’equilibrio politico: se siamo smart solo nelle stupidaggini

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Siamo un Paese smart ed anche un po’ 4.0 e connesso, oltre che “avanti”.
Ma siamo soprattutto un paese dove la gente fa rivoluzioni se non ha il wi-fi in casa o non gli danno un rigore e non proferisce verbo se, come accade, la politica e la burocrazia fanno scempio di imprese, famiglie e sviluppo.

Gli esempi su tutto: non fa scalpore più ti tanto, purtroppo, se dopo due mesi dalle elezioni il tichitaca politico (leggasi: spartizione di poltrone) non è riuscito a trovare una sintesi per dotare il Paese di un Governo che possa accreditare nei confronti dei mercati e delle economie internazionali ma tutti si sono scandalizzati sul fatto che il nostro calcio non sia abbastanza protetto a livello europeo, complice un rigore al novantesimo oppure che l’ennesimo scandalo o mistero in salsa nostrana non sia abbastanza approfondito da trasmissioni spazzatura.

E guardate bene: questo non è populismo, è realtà spicciola.

Il fatto che dopo il verdetto elettivo non si sia chiuso il cerchio con un nuovo Esecutivo ha, fra le altre cose, bloccato una lunga serie di misure attuative di decreti : dal provvedimento sulla tutela dei soggetti vittime dei crack bancari, ai 60 milioni destinati a compensare i ticket sanitari, all’adeguamento sulla privacy , alla web tax, al credito di imposta del 40% sulle spese 2018 relative all’attività di formazione in tecnologie innovative, agli sgravi regionali INPS, alle promesse ( e mai attuate) deburocratizzazioni, alla detassazione di alcuni beni oggetto di investimenti funzionali, alla riforma fiscale per le imprese.

Tutto ciò con gravissime ripercussioni sulle nostre aziende e sulla nostra economia.

Su questi temi nemmeno una parola, nemmeno una protesta, nemmeno una (seria) manifestazione o una articolata trasmissione televisiva di informazione, tutti troppo concentrati su Amici e sui capolavori di Endemol.

Ma si sa: le priorità, nel belpaese, sono altre e molto spesso legate a futilità eccelse.

Dal rigore di Cristiano Ronaldo, all’isola dei famosi, alle Iene ed al marketing (tele) giornalistico.

Le aziende, come le persone che si occupano di lavoro e non di stupidaggini, possono schiantare.

Con buona pace.
Viva l’Italia.

Luigi Borri