Le scelte, l’esempio e il bisogno

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Di notte, si sa, tutti i gatti sono grigi e la mattina, in auto, andando a Milano lo sono ancora di più. Se poi leggi il DEF appena partorito dal governo è ancora peggio. Non che le cose non si sappiano ma, ricordarcele così, fa ancora più male. Al di là della pomposità e al netto della demagogia sostanzialmente nel documento si dice che la pressione fiscale sui cittadini aumenterà, assestandosi al 42,8% il prossimo anno. L’Italia è quel paese in cui si riduce il cuneo fiscale ma, aumentando le aliquote iva ed altri balzelli, si aumentano, in sostanza le tasse. Vengono poi stanziati 10 miliardi per la ricapitalizzazione delle banche e aumentati gli stipendi agli statali che, si dica quello che si vuole, a tutt’oggi sono un po’ come il panda, categoria protetta.

La spesa viene ridicolmente ridotta di circa un miliardo e la lotta alla povertà combattuta con 1,2 miliardi. Mi domando ancora come questi due dati siano compatibili con i miliardi a sostegno del sistema finanziario… Di crescita non se ne parla: in compenso ci saranno meno incassi dalle privatizzazioni.

Gli italiani avevano chiesto di non aiutare le banche, di ridurre la spesa improduttiva e di diminuire le tasse. Tutto il contrario. E allora viva il popolo (non) sovrano.

Luigi Borri