Tartufo bianco, tesoro di “bassa stagione”

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foto di Antonio Cinotti

Il 2 novembre comincia inesorabilmente la “bassa stagione” turistica, con un repentino crollo di visitatori che mette in crisi tanti nostri operatori del settore.

Il 7 novembre comincia invece la stagione del tartufo bianco in Toscana, prima a San Giovanni d’Asso e poi a San Miniato.

Io l’ho sempre considerata una contraddizione di termini. Perché se c’è un prodotto che è capace di attirare pubblico italiano e straniero – dopo Sua Maestà il Vino, si intende – è proprio il tartufo bianco.

Egidio Ortona, indimenticato ambasciatore italiano a Washington dal 1967 al 1975, aveva inventato addirittura una sua diplomazia del tartufo bianco. Piemontese di Casale Monferrato, si faceva spedire in ambasciata i tartufi di Alba e si garantiva così la presenza alle cene dei maggiori politici ed uomini di affari statunitensi, altrimenti poco attenti, soprattutto dopo la fine del boom economico, alle vicende italiane.

Sono passati più di quarant’anni, ma evidentemente non abbiamo imparato la lezione per fare della “Toscana del tartufo bianco” una delle mete turistiche di novembre a livello nazionale ed internazionale. E pensare che basta guardare i programmi delle due manifestazioni per rendersi conto di quante cose interessanti sono capaci di collegare al tartufo bianco ed alla sua straordinaria capacità di abbinarsi con successo ai piatti più inattesi.

Il Treno natura a vapore che attraversa le Crete, bussini del gusto, degustazioni, mostre di carattere culturale, il Museo del Tartufo  nel castello di San Giovanni d’Asso (che è stato il primo in Italia), la Via Francigena a San Miniato, che è tappa fondamentale dell’antica strada ed ha un piccolo, ma interessante sistema museale.

Insomma, un cartellone che quest’anno dura esattamente un mese e che potrebbe offrire a tanti turisti la possibilità di conoscere davvero, in maniera non superficiale, una Toscana del gusto, in cui il tartufo bianco è soltanto la chiave di accesso al territorio e ad itinerari intriganti, anche attorno a vino ed olio extravergine di oliva.

Si potrebbe così arrivare poi al ponte dell’Immacolata e alle vacanze natalizie, con due mesi pieni di attività piacevole al palato e agli occhi (e quindi all’anima), ma anche intensi da un punto di vista di ricaduta economica sostenibile su territori che proprio grazie al loro equilibrio ambientale – sempre delicato da mantenere – sono vocati alla produzione del tartufo bianco.

di Roberto Guggiani