Monteriggioni – Il Comune acquista un fondo nel Castello

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Una sede istituzionale dentro al Castello di Monteriggioni: il consiglio comunale di Monteriggioni ha infatti deliberato nell’ultima seduta una variazione al programma triennale delle Opere Pubbliche ed al bilancio di previsione per permettere l’acquisto di un immobile dentro all’antica cinta muraria.

L’acquisto – ha specificato il sindaco Bruno Valentini – avviene dopo un percorso piuttosto lungo, abbiamo infatti pubblicato un bando di manifestazione d’interesse al termine del quale soltanto un proprietario ha proposto la vendita al Comune di un immobile, fatto periziare dall’Agenzia del Territorio”.

Oltre all’acquisto – ha poi detto l’assessore ai Lavori Pubblici Vincenzo Violetti – approviamo anche una variazione per circa quarantamila euro per lavori di ristrutturazione dell’immobile per renderlo adeguato alle esigenze istituzionali del Comune, fra le quali anche le celebrazioni dei matrimoni civili”.

L’immobile in questione è un fondo al piano terreno, all’interno del Castello ed è stato per anni utilizzato sia come sede di un partito politico che per mostre, iniziative culturali e momenti di ritrovo della popolazione residente e l’Amministrazione lo utilizzerà a scopi istituzionali, di rappresentanza e di promozione turistica.

Fino a dieci anni fa – ha ricordato il sindaco – avevamo solo un piccolo appartamento dentro al castello, ma successivamente abbiamo cercato di consolidare la presenza pubblica con l’acquisizione della struttura dell’ufficio turistico e del museo, investendo in servizi al turismo ed in attività che ci diano un ritorno economico oltre che d’immagine. Abbiamo poi acquisito l’area del camminamento sulle mura e l’area del parcheggio, poi il giardino di largo Fontebranda dov’è l’altro camminamento. Adesso facciamo un ulteriore passo per essere presenti, istituzionalmente, nella cerchia muraria che è il nostro simbolo”. Il Piano è stato approvato con il voto favorevole dei gruppi Centrosinistra ed Udc, il no del Pdl e l’astensione di Rifondazione comunista.

Approvato poi il piano delle valorizzazioni e dismissioni degli immobili dove sono state apportate alcune modifiche nella prospettiva di alienare alcuni terreni, con cui finanziare nuove opere pubbliche. Tra questi il campo di calcio di allenamento di Badesse che inizialmente era stato posto in vendita in cambio della realizzazione di un terreno in erba artificiale nella stadio comunale ma che adesso sarà invece destinato a supportare altre opere nella zona e soprattutto la nuova piazza adiacente alla futura chiesa. Altro terreno è a Castellina Scalo dove però la vendita sarà assoggettata all’obbligatorietà di costruire abitazioni-prima casa di edilizia convenzionata in categoria A e quindi rispondenti alle migliori tecnologie in fatto di risparmio ed efficienza energetica. Il punto all’ordine del giorno è passato col sì di Centrosinistra e Udc e l’astensione di Pdl e Rifondazione.

Approvata poi dal consiglio (sì Centrosinistra e Udc, no del Pdl e astensione di Rifondazione) la ricognizione sugli equilibri di bilancio del Comune di Monteriggioni per il quale il vicesindaco Fantucci ha confermato la buona salute del bilancio, nonostante i tagli del Governo grazie soprattutto alla razionalizzazione della spesa avviata negli anni precedenti.

Il consiglio si era poi aperto con due interrogazioni del gruppo Comunisti Italiani Rifondazione, una riguardante le ricadute sul comune di Monteriggioni del decreto legge 183 dello scorso agosto riguardante la manovra economica straordinaria, alla quale il Vicesindaco Fantucci ha risposto che “la manovra approvata ha due effetti negativi per il Comune di Monteriggioni perché si basa sulla riduzione dei trasferimenti e su un aggravamento del patto di stabilità nonostante le risorse effettivamente disponibili: per il 2012 avremo minori trasferimenti per oltre 200 mila euro ed inoltre dovremo rispettare un obiettivo di minori spese ed investimenti per oltre 500 mila euro che nel 2013 salterà a oltre 700 mila, danneggiando l’economia locale”.

Altra interrogazione era invece relativa alla ripubblicizzazione dell’acqua ed alle iniziative che il comune intende intraprendere all’indomani del referendum dello scorso giugno che ha cancellato la norma sull’adeguata remunerazione del capitale investito per le società che gestiscono i servizi idrici. Il sindaco Valentini ha replicato che manca un pronunciamento nitido da parte del Governo sul post referendum e che comunque la società Acquedotto del Fiora non può per il momento distribuire utili perché ciò è una condizione posta dalle banche che ne hanno finanziato gli investimenti ed inoltre che la presenza dei privati deriva da una regolare gara avvenuta dieci anni prima. Pertanto, ha concluso Valentini “se anche si reperissero risorse pubbliche adeguate, queste dovrebbero essere utilizzate non per comprare quote dai privati ma per completare il programma degli investimenti: potenziamento acquedotti, reperimento di nuove risorse idriche, completamento depurazione,rete idrica e fognatura”.