Indagine sui cavalli: il Dna dei 61 di Pian delle Fornaci è ok

Proseguono le indagini dopo il blitz della Forestale del 31 maggio: regolare la verifica del Dna sui 61 animali. I due sequestrati sono arrivati alla riserva naturale di Palazzo (Radicondoli)

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Vanno avanti le indagini avviate dalla Forestale della nostra provincia su input della Procura: lo scorso 31 maggio, dall’alba, era partito il blitz che aveva portato a quattro persone (tre fantini e un veterinario) iscritte nel registro degli indagati, due cavalli sequestrati e anche farmaci sospetti: sei i capi di imputazione. Dal maltrattamento ed uccisione di animali, al commercio e impiego di farmaci non consentiti, falso ideologico per soppressione di documenti, falso in atto pubblico in danno della Commissione veterinaria del Palio di Siena (Palio 2014 e Palio 2015),  violazione di sigilli e frode processuale.

Questa mattina un van della Forestale ha trasportato i due cavalli sequestrati  – che non si potevano muovere dalla scuderia di Valiano perché non avevano il coggins test aggiornato  – fino alla riserva naturale di Palazzo, Radicondoli. Su disposizione del pm Aldo Natalini rimarranno in custodia della Forestale.

Nel frattempo sarebbero stati resi noti i risultati sul test del Dna effettuato sui 61 cavalli che si trovavano nell’impianto di Pian delle Fornaci: essi risultano tutti regolari. Si deve ora attendere l’esito dell’antidoping, verosimilmente dopo il Palio di luglio.

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Prosegue dunque a pieno ritmo l’indagine dopo il caso scoppiato nel luglio dello scorso anno e che sta portando alla luce una realtà quantomeno raccapricciante. Dai microchip taroccati si è spalancata una porta su una situazione che ha seminato lo sconcerto.

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Sulla base di fonti investigative, lo scorso 31 maggio erano  stati anche eseguiti saggi sui terreni ispezionati al fine di rinvenire eventuali seppellimenti illegali di cavalli, senza comunque trovare riscontro.
L’operazione era stata disposta nell’ambito dell’indagine già aperta dalla Procura della Repubblica di Siena nell’estate scorsa per falsificazione dei passaporti identificativi, a seguito dell’accertato scambio di cavalli Anglo-Arabi con Purosangue (categoria non ammessa al Palio di Siena). Nel luglio 2015 tre cavalli furono sottoposti a sequestro probatorio. Uno dei cavalli sequestrati è deceduto il mese scorso in fase di allenamento in sito diverso dal luogo della custodia giudiziale. E l’inchiesta non si ferma.

Katiuscia Vaselli