I tempi d’oro della Montepaschi Siena




Il basket a Siena è uno sport importante e di lunga tradizione. Il capoluogo toscano ha vissuto ultimamente degli anni fantastici anche grazie alla realtà sportiva di squadra più prestigiosa di sempre, la Mens Sana Basket 1871, conosciuta dal 2000 al 2014 come la Montepaschi Siena, per via del suo sponsor principale. La società adesso in A2 dopo una discesa nel baratro dovuta al fallimento che l’ha fatta sprofondare in Serie B si era affacciata per la prima volta nell’antica Serie A negli anni ’70, anche se fu negli anni ’90 che si affermò nella massima categoria, all’epoca già nota come Serie A1. Con l’avvento del nuovo sponsor facente capo alla storica banca della città arrivò la svolta. Gli arrivi dello sloveno Boris Gorenc e dell’italiano Roberto Chiacig a inizio millennio iniziarono a rivoluzionare l’ambiente e portarono entusiasmo. Poco a poco la società senese di basket iniziò ad oscurare il prestigio di quella di calcio, che era salita in Serie A contro ogni pronostico qualche anno prima, arrivando a riempire in tante occasioni  il PalaEstra, impianto locale.

La svolta arriva nella stagione 2001-2002, quando in panchina arriva il guru Ergin Atamarin e Siena raggiunge per la prima volta la finale di Coppa Italia, nella quale però perde contro  la Virtus Bologna di un canestro, con il risultato finale di 79 a 77 per i felsinei. È tuttavia iniziata un’ascensione verso i piani alti della pallacanestro italiana, con il pubblico che inizia a riempire i 5 mila posti disponibili sempre più in fretta e dimostra un attaccamento non da poco alla maglia, cosa che avviene anche per quanto riguarda i giocatori. L’acquisto di Alphonso Ford nella stagione successiva è un ottimo colpo, accompagnato da quello di Mirsad Turkcan. Il quinto posto dell’anno precedente, in contemporanea con la rinuncia all’Eurolega di Cantù, arrivata quarta ma con problemi di budget, permette a Siena di giocare la principale competizione europea e addirittura di arrivare a disputare la Final Four di quel torneo in quel di Barcellona. In quell’occasione, con i padroni di casa che finiranno per imporsi, i senesi finiranno terzi dopo la sconfitta per 65 a 62 contro la Benetton Treviso e la vittoria nella finalina contro il CSKA Mosca, ma avranno compiuto un passo decisivo verso la consolidazione di una realtà sempre più in espansione, sia a livello economico sia sportivo.

La consacrazione definitiva arriva l’anno successivo, quando gli acquisti di Vanterpool, Thornton e Andersen aiutano a formare un gruppo che vincerà il suo primo scudetto, che aprirà la strada verso una serie di successi senza eguali. La vittoria del campionato 2003-04 nella finale contro la Fortitudo Bologna con un netto 3 a 0 è il segnale del definitivo raggiungimento della maturità per la Mens Sana, guidata da un Carlo Recalcati approdato a inizio stagione proprio per inculcare quella mentalità vincente necessaria per fare il salto di qualità. Nella seconda metà dell’inizio del primo decennio del 2000, infatti,  Siena era la favorita assoluta dei bookmaker nelle competizione cestistiche italiane e non a caso vinse cinque campionati di fila dal 2006, un filotto mai eguagliato da nessun’altra società del campionato. Insieme a questi trofei arrivarono anche cinque Supercoppe italiane di seguito, a mettere il sigillo definitivo sullo strapotere dei senesi in Italia, qualcosa che aprirà un ciclo.

E in effetti, se andiamo a vedere bene la composizione di quella squadra, possiamo renderci conto della sua potenza. Una delle figure preponderanti della Montepaschi Siena che avrebbe fatto la storia è sicuramente quella di Shaun Stonerook, arrivato nell’estate del 2006 insieme a Rimantas Kaukenas per l’iniezione di ulteriore talento nel roster senese, che però dovette far a meno di Recalcati, che fino a quel momento si era diviso tra l’impegno col club toscano e quello con la nazionale italiana, che con lui arrivò all’argento olimpico di Atene 2004. La vittoria del secondo titolo nazionale, con Kaukenas come MVP della stagione, è opera anche degli accorgimenti tattici del giovane tecnico Simone Pianigiani, che raccolse la pesante eredità di Recalcati nel migliore dei modi, dando il via a un ciclo di vittorie strepitoso che avrebbe messo Siena al centro del basket italiano e anche di quello europeo.

Gli anni successivi, infatti, sono un autentico monologo dei senesi in Italia, con una serie di prestazioni di livello altissimo e una piazza ormai abituata a trionfare ogni domenica in ogni campo d’Italia. Complice anche il lento declino di realtà potenti in precedenza come Treviso e le due società di Bologna, Siena vince tutto quello che può vincere in Italia nella stagione 2010-11 arrivando anche alla Final Four d’Eurolega. L’anno dopo qualcosa inizia a scricchiolare negli equilibri della squadra:Pianigiani parte verso la Turchia per allenare il Fenerbahce, mentre alcuni giocatori importanti, tra i quali spicca Kaukenas, decidono di partire, mentre il capitano Stonerook opta per il ritiro dalle competizioni agonistiche. Le partite d’esibizione in estate contro i San Antonio Spurs e i Cleveland Cavaliers negli Stati Uniti fa della Montepaschi la prima squadra italiana a disputare un piccolo torneo nel paese del basket per eccellenza, e nonostante la sconfitta in Supercoppa italiana e la pessima stagione in Eurolega, dove si ferma alla top 16, Siena si impone di nuovo in campionato dopo una strepitosa serie in finale nella quale vince per 4 a 1 contro la Virtus Roma grazie a un giovane Daniel Hackett in forma smagliante, conquistando così l’ottavo scudetto della sua storia, il settimo consecutivo.

La stagione 2013-14 è uno spartiacque per Siena: la finale persa contro Milano dopo una tripla sbagliata in gara 6 che avrebbe potuto dare il titolo è il prologo del fallimento per via della mancata approvazione del bilancio e della conseguente liquidazione della società. Siena riparte così dalla B, recuperando però a livello amministrativo i titoli conquistati. E adesso in A2 un’intera città aspetta di tornare dove merita. Dove ha fatto la storia.