Cani e vacanze: è meglio lasciarli a casa o portarli con noi?




Cani e vacanze: ecco alcuni consigli pratici per garantire un’estate felice anche ai nostri migliori amici.

Ai cani non interessano le vacanze. Non hanno trascorso un duro anno di lavoro, fortunatamente, quindi non conoscono la necessità di doversi rilassare.

A dire il vero nella nostra società moderna esistono sempre più cani stressati, ma non per gli impegni di lavoro, bensì per ciò che devono subire ogni giorno a causa delle stupide ambizioni dei loro padroni con i quali, che lo vogliano o no, tocca loro convivere.

Se quindi dovessero mai desiderare un periodo di vacanza, credo che molti cani sceglierebbero un luogo il più lontano possibile da chi li ha adottati e dove gli fosse possibile ritornare a vivere da animali.

Generalmente un cane sta molto meglio a casa, piuttosto che seguire il suo padrone in una delle tante mete di villeggiatura. Se poi ha la grande fortuna di essere stato adottato da un proprietario “vero amante di animali” (ma non solo a parole!), il quale gli consente di godere della compagnia di un altro cane di sesso opposto, non c’è luogo dove lui possa sentirsi meglio se non nel suo territorio abituale.

In quel luogo lui ha tutto: un compagno con il quale poter sperare di riprodurre la specie (principale scopo della sua vita), il cibo, i suoi odori, le sue abitudini, le sue certezze ed ogni altro elemento importante per la sua esistenza.

Per qualunque cane, anche il più socializzato, doversi allontanare dal suo territorio e quindi cambiare abitudini, è sempre motivo di stress poiché agisce sul suo naturale istinto si sopravvivenza.

Per chi ha quindi il buon cuore di far vivere i cani in coppia nel giardino di casa, nessun posto sarà migliore di quello per lasciarli quando andrà in vacanza, ovviamente è necessaria una persona che si prenda cura di loro.

Purtroppo però di proprietari con un “buon cuore” non ne esistono molti (anche se non si direbbe), questo perché una coppia di cani è più impegnativa di uno solo, sporca e rovina maggiormente il giardino o l’appartamento, costa di più mantenerla e altro ancora, quindi si fa finta di nulla (il famoso “buon viso e cattivo gioco”).

Si prende tutto ciò che il cane offre (compagnia, conforto, salute, etc..) e, visto che la Legge lo consente, ci si allinea senza troppi ripensamenti ai milioni di persone che interpretano l’amore per gli animali come fa comodo a loro, anche se in modo poco realistico e assolutamente lontano dal reale benessere dell’animale.

Certamente non tutti possiedono una casa con giardino dove risulta più facile lasciare il cane (meglio se in coppia) durante i periodi di assenza, oggi molti vivono in un appartamento di città e, pur non disponendo della location giusta per crescere un animale, hanno incautamente adottato un cane, sposando volentieri l’ormai consolidata versione che lui “capisca tutto” ( e gli “manchi solo la parola”!) tanto da essere trattato alla pari di un figlio, o addirittura quella di considerarlo un amico o un compagno di vita mai trovato diversamente.

In realtà però, il cane non è altro che un animale come gli altri, con la differenza che noi (e non lui) abbiamo deciso di adottarlo e tenerlo alle nostre dipendenze, per questo dovremmo almeno fare di tutto per rispettare al massimo i suoi istinti naturali.

Se è quindi vero che una persona con un minimo di umanità non abbandonerebbe mai un cane, è altrettanto vero che non è sufficiente decidere di portarlo in ferie con la famiglia per sentirsi degli eroi. E’ invece necessario scegliere delle mete in cui l’animale possa trovarsi a suo agio e rispettare alcune regole per salvaguardare il suo benessere psicologico, spesso ancora molto più importante di quello fisico.

Come tutti gli anni, nei mesi estivi, sui media non si fa altro che parlare di chi abbandona i cani per andare in vacanza. A dire il vero, non si ha idea di quanti ne vengano realmente abbandonati ogni anno e che reale entità abbia il fenomeno (aldilà degli allarmismi delle tante associazioni animaliste, sempre pronte a ricordare la loro esistenza ai tanti tesserati che le sostengono), certo è che dove lo Stato, attraverso le ASL, fa bene il suo mestiere, gli abbandoni risultano di gran lunga inferiori rispetto a quell’altra Italia, nella quale pare si possa eludere qualsiasi prescrizione, “diventando amici” dei funzionari che dovrebbero far rispettare le leggi. Che un cane non vada mai abbandonato, siamo tutti d’accordo, ci mancherebbe altro!

L’ultima cosa che lui si sarebbe immaginato da cucciolo era quella di essere adottato da noi: non vi sono dubbi che lui avrebbe preferito crescere libero con i suoi fratelli della cucciolata per poter vivere da cane (come previsto dalla Natura), e non certamente finire alle dipendenze di un essere umano sempre più interessato a trasformarlo in un burattino educato per adattarlo alle sue esigenze. Figuriamoci se adesso, dopo che abbiamo fatto di tutto per impedirgli di imparare a badare a se stesso, potremmo essere così vigliacchi da lasciarlo improvvisamente da solo in strada ad affrontare quella vita dalla quale lo abbiamo sottratto da cucciolo!

A noi uomini moderni piace tanto schierarci in pubblico dalla parte degli animali. Ci fa apparire migliori agli occhi di tutti! Tant’è che in questo periodo estivo di alta stagione, attori, cantanti e altri personaggi dello spettacolo fanno a gara su radio e tv lanciando slogan contro l’abbandono dei cani.

Molto meno si parla invece della sofferenza di altri animali, come ad esempio delle tante aragoste che, nelle stesse vacanze, vengono buttate vive nell’acqua bollente per essere cucinate nei migliori ristoranti, semplicemente per deliziare il palato dei tanti turisti che assediano le zone balneari. Prima di morire ustionate, queste povere bestie si contorcono ed emettono dei versi da straziare il cuore a chiunque abbia un minimo di sensibilità, ma questi argomenti pare non interessino a nessuno e quindi si continua a far finta di nulla.

In questi giorni non mancano nemmeno varie interviste a medici veterinari che elargiscono consigli, spesso ormai scontati e quasi banali, su come occuparsi del benessere fisico dei cani in vacanza: tenerli all’ombra, rinfrescarli, non fargli mancare l’acqua, fino ad arrivare alle proposte più esasperate di chi propone occhiali protettivi, creme anti sole e addirittura apposite cuffie per evitare che la sabbia si infili nelle orecchie.

Ed è così che una sterminata fiumana di persone parte ogni anno verso le tante mete di villeggiatura, con al seguito il proprio cane, sempre più atteso da numerosissime strutture attrezzate per offrire i loro servizi non solo più ai clienti ma anche agli animali che li accompagnano.

Se quindi non si può fare a meno di portare anche il cane in vacanza, consiglierei di scegliere sempre le mete turistiche di montagna piuttosto di quelle marine e non troppo lontane dalla città in cui vivete. Oltre ad avere un clima più fresco e più indicato al suo benessere generale, le località di montagna vi consentiranno di poter individuare con più facilità zone particolarmente isolate dove poter liberare per un po’ di tempo il vostro cane, tanto da consentirgli di fare del movimento in libertà.

Mi raccomando però di avere un po’ di buon senso e non improvvisarvi provetti escursionisti, pensando che, solo perché lui è un cane, possa cimentarsi in infiniti percorsi di montagna senza il dovuto allenamento: potreste recare gravi danni alla salute del vostro animale, specialmente se abituato ad una vita molto sedentaria.

Meno indicate sono invece le zone di mare, a meno che non decidiate di rinunciare alla vita da spiaggia. Nonostante siano diventate di gran moda, siano il vanto di certe mete turistiche marine e spesso gestite da veri appassionati, credo che le spiagge per cani siano uno dei posti più allucinanti che abbia mai visto nella mia vita di cinofilo. E’ facile trovare proprietari che litigano con altri perché il loro cane si manifesta “maleducato”; decine di animali legati con il guinzaglio agli ombrelloni; gente che obbliga il proprio cane a nuotare nel mare anche se lui non vorrebbe, mentre altri lanciano centinaia di volte la pallina nell’acqua a soggetti esausti ma altrettanto eccitati per andarla a recuperare; padroni che si cimentano in vere e proprie esibizioni di obbedienze, per far vedere cosa hanno imparato durante l’inverno e altri che continuano a sgridarlo perché non li ascolta come vorrebbero, tutto sempre in mezzo a migliaia di pisciate che sotto il sole hanno il loro effetto olfattivo.

Essere proprietari di un cane non significa poter disporre di un “giocattolo animato” da utilizzare a piacimento, bensì doversi occupare di un animale che, oltre alle sue necessità fisiologiche di mangiare, dormire ed evacuare le feci, possiede anche una sua indole caratteriale ben precisa fornitagli dalla genetica, indipendentemente dalla razza a cui appartiene. Si tratta di caratteristiche molto importanti dell’animale che vanno sempre rispettate e tenute in grande considerazione per evitare che le nostre ferie si trasformino in un suo inutile calvario.

E’ vero che noi abbiamo il sacrosanto diritto di staccare e di riposarci per un po’ di giorni durante il periodo estivo, cerchiamo però di farlo senza farne pagare le spese al nostro “amico” a quattro zampe, visto che continuiamo a sostenere di amarlo così tanto!