“La donazione è vita”: la rinascita di Paola

Ha 45 anni ma forse è come se ne avesse uno. Paola Deias festeggia infatti oggi la sua nuova vita, quella che Siena le ha ridato con un trapianto di polmone dopo un anno e mezzo di attesa e un’esistenza legata alla bombola dell’ossigeno. Una fibrosi polmonare, la sua.

“Per me è una magìa, non mi sembra vero poter respirare da sola” racconta la giovane donna che ieri, a villa I Lecci dove risiede da oltre un anno, è stata festeggiata con la ‘festa della rinascita’ voluta dalla famiglia vera e anche da un’altra famiglia, quella della residenza a Porta Romana, quella del personale medico e ospedaliero del policlinico delle Scotte, quella costituita da tanti operatori: uomini e donne, volontari e professionisti dei reparti di Pneumologia, Chirurgia toracica, Cardiochirurgia delle Scotte. Una festa per celebrare l’importanza della donazione, all’indomani della firma del protocollo che anche nella nostra provincia permette di registrare il consenso alla donazione degli organi sulla carta d’identità.

“Ha iniziato a stare male da giovane, subito dopo la scomparsa della madre – spiega Sebastiano Deias, babbo di Paola – e la sua storia ha fatto il giro del mondo prima di trovare soluzione a Siena”.

 
 
La famiglia, residente a Quartu Sant’Elena, il bellissimo posto vicino a Cagliari dove stanno i fenicotteri, si è mossa infatti prima in Italia e poi, per trovare un medicinale necessario per Paola, è arrivata fino a Nuova Delhi. Vicissitudini che Sebastiano Deias racconta col nodo alla gola, dalla continua ricerca di farmaci non permessi in Italia all’attesa del trapianto dopo diagnosi che lasciavano poche speranze: “Abbiamo chiesto a luminari della medicina italiana e tutti dicevano che si trattava di una malattia rara. Grazie al professor Tagliamonte sono arrivato fino a Siena, lui mi ha consigliato la professoressa Paola Rottoli”.
  
All’interno del bellissimo giardino all’italiana di villa I Lecci, arrivano tanti ospiti e Paola, molto timida, si commuove rivedendo i tanti volti che le hanno ridato la vita: “Io sono l’esempio di quanto sia importante la donazione degli organi, la donazione è vita” dice. Poi abbraccia Anna Ferretti, assessore che ha seguito il suo caso, l’infaticabile Marina Bossini, la professoressa Rottoli: “E’ stata operata il 2 luglio 2014 ma alle spalle aveva una storia davvero particolare – spiega il medico – . Paola ha fatto un lungo percorso, il trapianto di polmone è uno dei più difficili, dato che l’organo è esposto poi a rigetto ed infezioni per il contatto con agenti esterni. Una malattia rara, 10 casi su 100mila, ereditaria. Paola è speciale e dà forza all’attività del Centro trapianti senese che ha bisogno sempre di più donazioni”. Nella tarda serata era atteso anche il professor Luca Voltolini, il chirurgo che ha operato Paola e che adesso, come molte altre eccellenze senesi, ha lasciato la città.