Dopo la conferenza unificata ecco il punto di vista del governo sul gioco

Dopo la conferenza unificata ecco il punto di vista del governo sul gioco

Chi poteva pensare che la data del 25 maggio scorso, relativa all’ultima seduta della Conferenza Unificata, passasse inosservata ed in modo tranquillo deve ricredersi. In quell’occasione la discussione tra i protagonisti è stata alquanto accesa sull’art.6 della “manovrina” che riguarda il gioco pubblico e la lista casino italiani online. Non vi è dubbio che si sia continuato a sottolineare che il Governo intende aumentare la tassazione sui giochi più vecchi e meno attrattivi -come per esempio le slot machine- e non vuole intervenire, o quanto meno interviene in modo meno deciso, con la tassazione sui giochi nuovi come le videolottery.
Come si è continuato a sottolineare questi ultimi apparecchi di gioco sono estremamente pericolosi in quanto permettono giocate sino a 500 euro, e quindi molto alte, sono velocissime ed hanno un jackpot molto alto: ciò rende queste apparecchiature di gradimento di chi vive il gioco compulsivo. A sostegno di questo, si è sottolineato con veemenza che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito il gioco d’azzardo tra le dipendenze ed ha paragonato le slot machine e le Vlt alle droghe, invitando il Governo a considerare i costi sociali e sanitari che il gioco problematico può comportare e di fatto comporta. Da qui il passo è stato assai breve: si è sottoposto al Governo di rivedere la tassazione ed imporla anche alle videolottery.
Vi è stato scontro anche sulla pubblicità in quanto il suo totale divieto deve essere considerato solo un primo passo per una lotta che dovrebbe accumunare il gioco d’azzardo con la dipendenza da fumo, altro settore nel quale entrano in gioco grandi interessi economici. Oltretutto, si è fatto riferimento a quanto risulti vergognosa la pubblicità televisiva del gioco d’azzardo visto che viene imposta durante le trasmissioni di grandi eventi sportivi che comprendono una parte di spettatori di giovane età. E sino a qui, si può dire, che ognuno ha detto la sua più o meno accalorandosi sui vari discorsi.
Relativamente poi al discorso della pubblicità, il Governo riconosce che le attuali sue limitazioni, dalle 7 alle 22 sui canali generalisti, obbiettivamente non hanno concretizzato ciò che ci si aspettava, poiché tantissimi minori guardano la televisione anche dopo le 22 (è finito il tempo in cui dopo Carosello tutti a nanna): oltretutto i canali specializzati hanno recuperato gli spazi interdetti alle reti generaliste. Qui, subentra il punto di vista del Governo che intende confermare di intesa con le Regioni la stesura di un documento, attualmente in discussione, per avviare un confronto con le istituzioni europee al fine di giungere ad una legislazione unitaria per il gioco d’azzardo come è stato fatto per il tabacco.
Baretta, oltretutto, esprimendo il suo (Governo) punto di vista, ha preannunciato l’intenzione dell’esecutivo di avviare con la prossima legge di bilancio un intervento organico per la riforma dell’intero settore. A quel punto, in relazione ad un intervento per un eventuale riordino, si è fatto rilevare che il Governo continua ad esprimersi con dati errati relativamente alle dimensioni dei ìmalati in curaî presso i servizi sanitari nazionali e continua a sottovalutare ìl’estrema gravità del fenomeno del gioco d’azzardo sull’italico territorio. Come il Governo continua a mettere sul campo strumenti del tutto inefficaci e non idonei per contrastare il coinvolgimento dei minori nel mondo del gioco d’azzardo. Più o meno questi sono stati gli argomenti toccati nell’ultima seduta: risultato zero accordo ed ulteriore slittamento a data da destinarsi.