Ambrogio Lorenzetti nel Mondo delle Figurine




C’è stato un tempo in cui l’istruzione del popolo, per lo più analfabeta, passava in maniera pressoché esclusiva attraverso la raffigurazione di cicli pittorici di argomento religioso e attraverso rappresentazioni sceniche ispirate alle Sacre Scritture. In maniera analoga, contadini e artigiani, che non sapevano né leggere né scrivere, erano soliti imparare a memoria terzine della “Commedia” di Dante ed ottave del poema ariostesco. Lo stesso accade, in un certo senso, nel corso dei primi anni di vita di una persona. Infatti, durante l’infanzia, età nella quale il mondo appare ancora tutto da scoprire (e dunque pieno di fascino e di significato) e le capacità cognitive ed espressive sono in continuo sviluppo, l’immagine, il disegno, l’illustrazione consentono al bambino di confrontarsi con argomenti legati al mito e alla storia più facilmente di quanto lo permetta un discorso scritto, che magari fa ricorso anche a un linguaggio settoriale.

Se poi le immagini, i disegni, le raffigurazioni sono accompagnate anche da testi brevi, chiari, che a livello sintattico vedono il dominio della paratassi sull’ipotassi, scritti con un vocabolario semplice ma non sciatto, che alternano al tono serio il tono ironico, ecco allora che il risultato finale è quello di un libro godibilissimo dai più piccoli, ma che si fa apprezzare anche dai più grandi. Specie se, rivolgendosi a un pubblico in primo luogo composto da senesi, presenti come tema di fondo la personalità e l’opera di Ambrogio Lorenzetti. È quanto avviene con l’ultima pubblicazione, curata da Elena P. (illustrazioni) e Raffaele Moretti (testi) per la collana “Dal Mondo delle Figurine”, edita da Nuova Immagine e che reca nel titolo il nome del grande artista senese. Quella che segue è la Premessa dell’Illustratrice.

“Se si passa il tempo a fare cose serie (talvolta anche un po’ noiose), riservandosi ogni giorno qualche ora per stare nel Mondo delle Figurine, quando si è là è facile lasciarsi andare all’improvvisazione. Così l’Illustratrice, subito accortasi della naturale tendenza a favorire il suo lato infantile, ha chiesto aiuto al Narratore per ristabilire un po’ d’ordine e di serietà. Sebbene il ruolo del Narratore preveda per contratto queste mansioni, non c’è stato modo: costui, oltre a distribuire i tempi della storia a suo piacimento, ha capeggiato le scorribande immaginarie tra le opere con i pupazzetti, componendo per loro piccole filastrocche in tre lingue e talvolta accompagnandole con la chitarra. C’è stata allora una riunione del Comitato di Redazione del Mondo delle Figurine, nel corso del quale Illustratrice e Narratore hanno concordemente stabilito di lasciare ai cataloghi scientifici gli argomenti seri e le complesse cronologie riguardanti l’opera del grande pittore senese Ambrogio Lorenzetti, riservando per sé solo la fantasia (in effetti la loro comune voglia di divertirsi li fa sembrare a volte quasi parenti). L’Editrice si è dichiarata d’accordo, dicendo solo “Gioco anch’io”; il suo inseparabile barboncino (detto Piccolo Bianco) ha aggiunto “Buufff”, da intendersi come “Allora anch’io”. Ed è stato piacevolissimo, perché giocare un po’ non fa mai male”

Ambrogio Lorenzetti nel Mondo delle Figurine, Illustrazioni di Elena P., Testi di Raffaele Moretti, Siena, nuova immagine 2018

 

a cura di Francesco Ricci