Un’oasi nel deserto di Accona: azienda di Siena nella top ten d’Italia




Se c’è un esempio – tra i tanti nel nostro territorio – che richiama più alla mente la forza meravigliosa della natura e la sapienza del lavoro dell’uomo, è di certo quello che ci porta a scoprire fiori nel deserto. Una sorta di oasi nella quale il cerchio della vita si ripete virtuosamente nonostante il terreno sia considerato tra i più difficili per la coltivazione. Nel punto tra i più belli delle Crete Senesi, a San Marco, sulla Lauretana, dove calanchi e biancane si muovono al passaggio improvvisi e severi, dove il cosiddetto ‘deserto di Accona’ composto per lo più di argilla e con temperature che in estate arrivano a sfiorare i 38 gradi non sembra proprio il luogo ospitale per coltivare. Soprattutto se si tratta di colture delicate come quelle delle piante officinali.

Invece, la tenacia e l’impegno di Federica Zurli, giovane imprenditrice agricola che da Roma si è spostata a Siena per un amore totale, hanno trasformato un terreno considerato ostile in una risorsa che oggi vede arrivare un riconoscimento importante: l’azienda agricola Piante Officinali San Marco, nelle fila di Coldiretti Siena, è infatti nella top ten stabilita dal Ministero delle Politiche agricole e forestali, per il Progetto della Rete Rurale Nazionale 23.1 “Natura 2000, aree protette e biodiversità. Programma LIFE”. Di cosa si tratta? Del ruolo chiave che l’agricoltura e l’allevamento hanno nella tutela e nella valorizzazione delle risorse naturali.

La biodiversità è legata all’attività agricola e il Ministero ha individuato buone pratiche di aziende agricole che operano in aree ad alto valore naturale. E allora i 21 ettari dedicati alle piante officinali, coltivate con metodo biologico e il progetto completo dell’azienda, che dal 2009 ha ripreso la coltivazione di erbe aromatiche e medicinali laddove da troppo tempo il terreno era stato abbandonato ma dove gli animali pascolavano e rendevano prodotti di elevata qualità proprio grazie alle piante che mangiavano, diventano l’oasi perfetta per la valorizzazione della biodiversità e per la tutela di habitat, di animali di varie specie e di fiori, anche.

A ciò si collega l’incarico conferito dalla Regione Toscana di Coltivatore Custode del Germoplasma di specie vegetali per la conservazione dell’ Iris Florentina a rischio di estinzione genetica, favorendone la coltivazione, proteggendola da forme di contaminazione o distruzione ed assicurandone il mantenimento sul territorio.

 

“Sette ettari di terreno sono dedicati alla coltivazione di piante officinali, quali salvia, origano, timo, rosmarino, iperico, elicriso e zafferano mentre altri 10 ettari sono destinati alle colture aromatiche estensive quali finocchio, lino oltre alle tradizionali colture di rotazione: farro monococco, trifoglio alessandrino e favino – spiega Federica Zurli – infine, 4 ettari di terreno boschivo, le erbe aromatiche, coltivate direttamente sui nostri terreni a tutela ambientale secondo il metodo biologico, sono destinate alla trasformazione aziendale per impieghi diversi, tra cui la produzione di alimenti, e a tal fine è stato realizzato un laboratorio a norma HACCP, dotato di impianti tecnologici basso impatto ambientale per la selezione, la pulizia e il taglio di piante aromatiche essiccate”.

Katiuscia Vaselli