Tre donne. Anna Achmatova, Alda Merini, Antonia Pozzi




A una prima lettura “Tre donne” è un libro sulla vita e sul dolore. La vita di tre fra le più grandi poetesse del Novecento, quali furono Anna Achmatova (1889-1966), Alda Merini (1931-2009), Antonia Pozzi (1912-1938). Il dolore che a un certo punto si insinuò nelle loro esistenze, senza mai più abbandonarle completamente, costringendo perfino una di loro, Antonia Pozzi, a darsi la morte a soli ventisei anni. La rievocazione di un episodio biografico fondamentale (l’incontro dell’Achmatova con Isaiah Berlin nella Russia di Stalin, l’internamento della Merini nell’ospedale psichiatrico milanese Paolo Pini, la contrastata storia d’amore della Pozzi con il suo professore di liceo) diviene l’occasione sia per rischiarare le profondità nascoste dell’animo delle tre donne sia per comprendere la genesi di liriche straordinarie, quali sono, rispettivamente, “In sogno”, “Ogni mattina il mio stelo vorrebbe levarsi nel vento”, “Saresti stato”. Collocandosi a metà strada tra il racconto e il saggio di critica letteraria (dove Giacomo Debenedetti s’impone come imprescindibile modello di riferimento), “Tre donne”, però, non è, né vuole essere, un libro che parla soltanto di sconfitte, di rassegnazione, di rovine, di attese deluse, di disincanto. Infatti, nel momento stesso in cui mostra quanto intensa possa e sappia essere la sofferenza che la Storia e gli uomini infliggono e s’infliggono, “Tre donne” celebra anche la forza di resistenza della poesia, della scrittura, del canto, visti come come estremi baluardi dinanzi al dilagare dell’insensatezza e della violenza. Ad arricchire ulteriormente il libro, contribuisce la raffinata introduzione di Alessandro Fo. Quello che segue è l’inizio di uno dei paragrafi dedicati ad Anna Achmatova, che viene pubblicato in anteprima assoluta per Siena News (il libro, infatti, sarà in tutte le librerie a partire da martedì 22 settembre, mentre venerdì 25 settembre, presso la libreria “Mondadori” di via Montanini 112, avrà luogo, alle ore 17.30, la presentazione a cura di Mariangela Colella).

“Certi incontri non accadono mai. Dietro di sé non lasciano niente. Neppure una lieve increspatura sulla superficie dell’acqua, neppure un battito di ciglia. Il Nulla prima della creazione probabilmente è stata questa muta ed immobile assenza. E Dio deve essersi sentito disperatamente solo ed annoiato. Altri incontri, invece, disegnano traiettorie di luce nello spazio e nel tempo, che a volte risplendono, a volte si spengono, perché il volto della Bellezza è un volto che impietra ed incenerisce chi lo fissa troppo a lungo. Quando Isaiah Berlin si chiuse alle spalle il portone di Fontannij Dom, sulla Fontanka, in quel giorno di novembre del 1945 e in quel giorno di gennaio del 1946, sussurri ed echi di parole sepolte già risuonavano nell’anima di Anna Achmatova, sussurri ed echi che un giorno sarebbero divenute poesie, le poesie di due cicli intitolati “Cinque” e “La rosa di macchia” fiorisce, a cui appartiene anche la lirica “In sogno”. La “finestra sul mondo”, che il pensatore di Riga aveva aperto ad Anna Achmatova, tornò subito a richiudersi, di colpo e con fragore: nel giro di pochi anni, infatti, tra l’inizio del 1946 e la fine del 1949, lei fu espulsa dall’Unione degli scrittori con l’accusa di disimpegno politico, l’uscita di una nuova edizione delle sue poesie venne bloccata, il figlio Lev venne arrestato una seconda volta (sarebbe stato liberato soltanto nel 1956) e Punin, il terzo marito, mandato a morire in un gulag della Siberia”.

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Francesco Ricci, Tre donne. Anna Achmatova, Alda Merini, Antonia Pozzi, Siena, nuova immagine editrice, 2015.

 

a cura di Francesco Ricci