Siena e la politica – Manca il candidato con il “sole in tasca”

Finché lo fa su Facebook qualcuno che non ha chiavi di analisi politica – che sia un leone da tastiera o meno – poco male. Ma quando vedo politici senesi anche di qualità, che si rivolgono ai cittadini/elettori scrivendo “mi raccomando, rivotate il Pd”, o anche “rivotateli, duri”, mi domando come possano pensare di vincere le prossime elezioni comunali. Capisco la frustrazione di decenni di sconfitte elettorali, dovute anche (ma non solo) ad un sistema di favori, prebende e ricatti che inducevano tanti a votare per il partitone dominante, ma non può essere questa la chiave per conquistare finalmente Palazzo Pubblico.

E la chiave per aprire quel portone non può essere neanche quella di disegnare ogni giorno il quadro negativo, fino ad essere depressivo, di una città in cui tutto va male, come leader e candidati civici e di centrodestra stanno facendo con comunicati stampa su ogni argomento che venga di attualità: dalla sanità al canile, dai lampioni accesi di giorno ai rifiuti fuori dai cassonetti. Non perché questi non siano problemi autentici da denunciare, e sui quali l’attuale amministrazione è stata sicuramente carente. Per esempio,lo stato di abbandono – al quale a Siena non siano fortunatamente anche abituati – di alcune strade, giardini o di interi quartieri.

Ma non è questo il punto. E’ già difficile vincere le elezioni. Lo è ancora di più se accusano i propri cittadini di essere “duri” perché votano o rivotano in un certo modo e se non si è credibili nel distinguere le cose non vanno e quelle che invece sono positive, e non devono essere dipinte per forza come sbagliate.

Quello che manca – almeno per ora – è il candidato con il “sole in tasca”, come si dice in dottrina politica, che sappia cioè dare speranze concrete e non illusioni, denunciare le cose che non vanno ma facendo intravedere soluzioni (meglio se realistiche), che sappia valorizzare le cose buone e apparire di essere in grado di poterle ancora migliorare. Qualcuno che possa cioè dare una ragionevole aspettativa positiva a chi lo voterà e che poi non si vuole occupare di politica o di amministrazione, ma solo affidarsi e fidarsi di chi ha contribuito ad eleggere come sindaco.

Sembra sempre più probabile che il primo turno delle elezioni comunali ci sarà il 27 maggio: c’è tutto il tempo perché qualcuno decida di mettersi il “sole in tasca” e – hai visto mai – riuscire anche a vincere.

Roberto Guiggiani