Quanto stress con questa Economia




Gianfranco Antognoli, presidente della associazione ARNo (ricerca neurologica onlus), lei conosce benissimo il rapporto fra stress ed economia: ha lavorato per più di trent’anni in banca ricoprendo posti di assoluto prestigio. E’ stato direttore vicario generale della Banca Toscana e direttore generale del Monte dei Paschi Leasing e Factoring. E’ fondatore dello Studio ConCredito. Quanto conta lo stress in Economia?
“Tantissimo. Senza scomodare i grandi sistemi e la Nuova scienza “Neuroeconomia” e solo pensando al mondo economico che più mi è vicino, tantissimo e negativamente. Mi spiego nel rapporto Impresa/famiglia e Banca lo stress incide sia nel richiedente (imprenditore, professionista o privato) sia nei ruoli bancari (istruttore/deliberante). L’insicurezza da entrambe le parti, frutto di un clima esterno sfavorevole da ormai 8/9 anni, cioè dalla crisi, evidenzia queste difficoltà di approccio e anche purtroppo di risultato”.
Cosa rischia il privato a trattare da solo con le banche?
Rischia purtroppo di non risolvere il suo problema o di andare incontro, se va bene, a condizioni più onerose per lui. Infatti un privato potrebbe anche autonomamente interfacciarsi con un intermediario bancario ma entrerebbe in contatto con una realtà complessa, non sempre trasparente e “distante”, che utilizza strumenti fuori dalla propria area di competenza.
L’azienda avrà già i suoi consulenti. Come vi comportate in questo caso?
Noi non siamo affatto un’alternativa al professionista/commercialista dell’azienda, bensì un partner complementare che ottimizza il lavoro dei professionisti che già lavorano con l’imprenditore. Siamo dunque collaboratori di commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro e la nostra specificità è aggiuntiva e non sostitutiva, oltre che temporanea.
Quante cose ci sono che nell’approccio con una banca non si sanno?
Tantissime, a cominciare dal famoso Rating che oggi purtroppo fa da “padrone” nel mondo delle Banche.
Voi risolvete solo problemi oppure anche un’azienda che va bene può aver bisogno di voi?
Anche un’azienda in piena saluta finanziaria e apparentemente ben “servita” dalle banche può fare un check-up che risulterà positivo per il suo conto economico e tonificherà sicuramente il rapporto già esistente o lo migliorerà con l’inserimento di un nuovo istituto “concorrenziale”.
Qual è il motivo per rivolgersi a voi? Crisi aziendale, difficoltà di accesso al credito… che altro?
La prima motivazione sicuramente è la difficoltà di accesso al credito, quindi si rivolgono a noi aziende “stressate” che sono alla ricerca di una figura professionale che sia in grado di fornire assistenza lungo tutto il percorso che porta alla stipula dei contratti di finanziamento. Ma non solo. Ad esempio si rivolgono a noi quelle aziende che ricercano assistenza per: ottenere un miglior rapporto con le banche e quindi un’ottimizzazione delle condizioni e della struttura finanziaria, la gestione della liquidità e quindi la prevenzione delle crisi finanziarie e di liquidità
affrontare la crisi. Poi naturalmente ci sono anche motivazioni più specifiche.
Si legge nel vostro sito ConCredito : la situazione attuale richiede che la funzione finanziaria nelle PMI (Piccole Medie Imprese) diventi strategica. Ci spieghi meglio…
Oggi la finanza per l’economia di un’impresa piccola o grande fa la differenza ed è decisiva per la sua sopravvivenza e per il suo sviluppo. Una corretta applicazione della funzione finanziaria permette di individuare l’impatto che ogni decisione strategica produce sul rating, di confrontare i diversi approcci di ciascuna banca in modo da poter valutare l’offerta più idonea, di programmare in via anticipata la necessità di risorse finanziarie definendo poi le forme tecniche più appropriate rispetto alle scadenze e infine di predisporre la pratica in modo adeguato in una linea di trasparenza informativa nei confronti delle banche.

A proposito di cronaca, che interessa sempre: una delle tante “ sparate” politiche ha rischiato di mettere in crisi i rapporti istituzionali ( Bankitalia indipendente)…
I rapporti istituzionali sono messi in difficoltà dalla Politica con la p minuscola: il senso dello Stato e delle istituzioni ormai è calpestato troppo spesso da partiti che puntano più sui sondaggi, sul voto e sui consensi, anche virtuali, più che sugli interessi effettivi del paese reale: credo che ognuno dovrebbe fare, il meglio possibile, il proprio lavoro.
Su Bankitalia e il suo governatore qual è il suo giudizio?
Su questa vicenda, ma non solo pensiamo solo ad alcune questioni su cui la “giustizia” sta lavorando nei vari gradi di giudizio, gli interessi delle lobbies e della politica partitica sono tante e differenti. Il sistema autoreferenziale delle Banche tende a difendersi dagli interventi esterni: questa logica ha prevalso spesso sugli equilibri necessari alla stabilità economica. Ognuno può dare la sua personale interpretazione, ma il problema non è la persona del Governatore, ma i ruoli che sono stati assunti e i pericoli più o meno presenti di “invasione di campo” rispetto a vicende preoccupanti per l’economia, il risparmio degli italiani e il ruolo degli organi di vigilanza (Bankit e Consob) deputati per legge a difendere gli interessi generali. Da questo punto di vista purtroppo i lavori della commissione parlamentare di indagine sulle crisi bancarie sono illuminanti.

 

R.S.