La Montagnola senese e le porte per l’inferno

La Montagnola Senese è una delle principali zone collinari della provincia di Siena. Il suo territorio spazia tra i comuni di Casole d’Elsa, Monteriggioni, Siena e Sovicille.
È caratterizzata dalla presenza di boschi dove spiccano il leccio, la roverella e l’acero e nelle zone più elevate il castagno. Il sottobosco è ricco di ginepro, caprifoglio, cisto, agrifoglio e corbezzolo. Il maggior rilievo è il Montemaggio con i suoi 671 m s.l.m.
Il sottosuolo, prevalentemente calcareo, è ricco di marmi, tra cui il famoso marmo giallo, uno dei più famosi in Italia, usato in passato, a partire dal XIII secolo, nella costruzione di molte delle chiese della zona e non solo, essendo stato usato anche per il Duomo di Firenze e quello di Orvieto.
La Montagnola è ricca di grotte carsiche (se ne contano oltre 80) e falde acquifere che assicurano l’approvvigionamento idrico delle varie località della zona e di Siena.
Il territorio vanta il passaggio della Via Francigena che univa il nord Europa con Roma e che, in questo tratto, collega le vicine città di San Gimignano, Colle Val d’Elsa, Monteriggioni e Siena.
La credenza popolare ha sempre tramandato l’idea che il Montemaggio fosse un vulcano ma non è affatto così anche se in molti raccontano che nel suo territorio si possano trovare le porte dell’ inferno…
Ma come si identificano queste porte? E quante sono?
C’è chi dice che sarebbero 9 e chi dice 7 e che più che vere e proprie porte sarebbero grotte che portando all’ interno della terra farebbero raggiungere l’inferno.


Alcuni scritti ritrovati risalenti a molto tempo fa indicano alcuni luoghi non precisi, quindi sarebbe impossibile trovarle… dunque:
La prima porta sarebbe vicino ad un arco da cui ci si immette nel sottobosco, mentre altri due archi sarebbero lì solo per confondere le idee.
La seconda e la terza porta sarebbero invisibili durante il giorno e verrebbero rilevate solo dalla penombra della notte. Attraversate anche queste due e marciando nel sottobosco si arriverebbe ad un radura al cui centro ci sarebbe solamente un albero secco. La terza porta sarebbe proprio sotto all’albero…


Oltrepassata la “porta” dell’albero per raggiungere la altre bisognerebbe addentrarsi di parecchio nel bosco, fino a raggiungere un vecchio rudere abbandonato da almeno un secolo, di cui sono rimaste solo le mura esterne. Nonostante sia tutto crollato e la natura lo abbia ricoperto in gran parte, si potrebbe entrare in quella che era forse una torre e che pare abbia ancora un ingresso e un’uscita, e li si trovetebbero rispettivamente la quarta e la quinta porta.


Da qui in poi le notizie si fermano: nessuno ha idea di dove siano le ultime due porte che permetterebbero di aprire un varco per l’Inferno e chi lo sa non ci terrebbe affatto a rivelarlo.
Ovviamente si tratta solo di storie e leggende ma tutto questo alimenta il fascino di questo luogo bellissimo e incantato, dove la suggestione prevale soprattutto per la bellezza della natura. Provate a percorrere quel tratto di Francigena, che è poi quella che porta da Monteriggioni a Siena… una bella fatica ma vie riempirete gli occhi di bellezza che non conoscete).
Gabriele Ruffoli