Carabinieri, ecco il calendario storico 2019. E si fa il punto sui reati nel territorio: aumentano i furti nelle case

L’edizione 2019 del Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri è stata dedicata alla ricorrenza dei 40 anni dall’inserimento del primo sito italiano nel Patrimonio mondiale dell’Umanità e, parallelamente, dei 50 anni dall’avvento dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Parallelamente alla presentazione nazionale a Roma, dove alla presenza del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, del Sottosegretario al Ministero della Difesa Angelo Tofalo e del Comandante Generale dell’Arma Giovanni Nistri, si è svolta la cerimonia di presentazione del Calendario Storico e dell’Agenda Storica 2019 dell’Arma dei Carabinieri, anche a Siena il comandante provinciale, colonnello Stefano Di Pace, ha illustrato quella che è una vera e propria opera d’arte e che naturalmente, parlando di siti Unesco, vede raffigurata anche Siena che è uno dei primi siti riconosciuti Unesco. Naturalmente ci sono anche San Gimignano e la Valdorcia.


Il Calendario è diventato per il Paese un oggetto di culto, come dimostra una tiratura che da anni sfiora il milione e mezzo di copie. Un prodotto editoriale apprezzato, ambito e presente nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro. Nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949 il Calendario tornò a vivere nel 1950 e da allora tanti temi sono stati trattati, vicini all’Arma ma anche ai cittadini.
Questa edizione è stata pensata per la ricorrenza dei 40 anni dell’inserimento del primo sito italiano nel Patrimonio mondiale dell’Umanità e, parallelamente dei 50 anni dalla nascita dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.
Le tavole del Calendario sono ideate e realizzate sotto la direzione artistica di Silvia di Paolo, artista toscana.
Nel 1972 una convenzione dell’Unesco prevede la “tutela del patrimonio culturale e naturale”, inteso come bene dell’Umanità intera. L’atto dispone la creazione di un elenco di siti da tutelare, la “World Heritage list”. Nel 1979 vi sono inserite le incisioni rupestri della Valcamonica. Oggi l’Italia conta ben 54 siti protetti, primo paese al mondo.

 

Le pagine del Calendario presentano una carrellata dei siti italiani tutelati dall’Unesco. Sono stati “inseriti tutti con immagini o menzioni tali da fornire una visione complessiva della varietà di scenari della nostra penisola”. In parallelo è riportato in breve il percorso evolutivo dei Carabinieri negli ultimi decenni, a partire dal Comando Tutela Patrimonio Culturale avviato nel 1969, che di recente ha fornito i primi “caschi blu della cultura” all’Unesco. Accompagnano le immagini dei luoghi simbolo della Nazione le altre articolazioni dell’Arma, attraverso la rappresentazione di uniformi e “principalmente di volti. Il volto” – ha detto il colonnello Di Pace citando le parole del generale Nistri – “è lo specchio dell’anima, come i luoghi sono lo specchio di un Paese. E quelli presenti nelle tavole… stanno ben attenti a non invaderle. Si fondono nell’insieme…perché noi siamo e ci sentiamo parte integrante del paesaggio italiano, inteso come identità nazionale”.

A margine della presentazione, il punto su alcune operazioni sul territorio effettuate in questi giorni. In particolare gli uomini del maggiore Turini, della Compagnia di Poggibonsi, hanno fermato una donna rom che stava tentando di entrare in una casa per rubare e hanno sventato altri furti a Poggibonsi, mettendosi sulle tracce di un gruppo di ladri. Purtroppo in questo periodo, complice il buio che arriva presto, i furti aumentano ma i carabinieri setacciano il territorio incrementando i controlli. Ecco le video interviste:

Katiuscia Vaselli