La politica francese in correlazione ai mercati valutari europei e internazionali




Gli effetti delle elezioni in Francia e la vittoria di Macron che fa soffiare sul Paese transalpino e sul resto dell’Europa tutto un vento di rinnovamento e di ritrovata speranza per quel senso di unione che ormai mancava da un po’ di tempo, così come la fiducia, politica, economica e finanziaria per quanto riguarda l’UE.

Mentre intanto il presidente BCE Mario Draghi invia da Tel Aviv cartoline piuttosto confortanti, affermando che ormai la crisi dell’Eurozona è stata ampiamente superata. La ripresa c’è ed è ormai un fatto appurato e piuttosto evidente. Draghi ha anche affermato che con la vittoria in Francia del presidente Macron, la voce dell’Europa e dell’unione è tornata a farsi sentire in maniera del tutto spontanea e adeguata ai tempi che corrono. Nonostante questo ottimismo, piuttosto prevedibile e giustificabile, da parte del presidente BCE, un monito resta da sollevare: la questione migranti e sicurezza. Sicuramente il nodo gordiano di questa Unione Europea che tanto sta facendo discutere in termini di politica interna.

Il punto di vista tecnico per i mercati europei

Da un punto di vista dei mercati relativi all’Eurozona, bisogna dire che nel corso delle ultime settimane sono stati lanciati segnali confortanti, sia per quanto riguarda l’euro che per un discorso relativo alle borse valori di Francoforte, Parigi, Madrid e Piazza Affari. Gli indici europei hanno così ripreso quota, dopo un momento di calma piatta e di punti percentuali praticamente negativi su tutta la linea eurocentrica e dell’Eurozona. Contemporaneamente arrivavano segnali contrastanti da Regno Unito, Stati Uniti e dalle borse e mercati asiatici, che vivevano con preoccupazione lo spauracchio dell’estrema destra che stava per abbattersi sulla Francia. In effetti il pericolo rappresentato da Marine Le Pen, che adesso è stato momentaneamente scongiurato, ha avuto un effetto domino su molti mercati, tra cui principalmente quello europeo, e francese in testa. La ripresa però non è tardata ad arrivare e con essa le borse hanno ripreso fiducia, coraggio ed è stato tirato un proverbiale sospiro di sollievo. Le principali borse valori, nel corso di queste settimane hanno ottenuto e prodotto ottime prestazioni, così come gli indici con il CAC francese e il Mib italiano. Differentemente per quanto riguarda il Regno Unito, dove l’isolazionismo della Brexit inizia a preoccupare e farsi sentire, serpeggiando tra il popolo britannico.

Le parole di Draghi e l’effetto sui mercati

Dopo le affermazioni del presidente BCE Mario Draghi, abbiamo assistito a un cambio valute che mostra una discesa correttiva, mentre sappiamo bene che ci sarà da vedere come reagiranno i mercati in particolare a cominciare dalla prossima settimana. Le performance dell’euro da una parte, indici e azioni in ripresa potrebbero rappresentare una cartina tornasole per quanto concerne questo momento e l’effetto delle elezioni francesi che ancora non è scemato del tutto. In effetti l’elezione di un volto come quello di Emmanuel Macron non potrà che giovare all’economia e ai mercati europei. Da tempo in molti sostenevano e profetizzavano di un ritorno dell’Europa forte e dei mercati dopo un periodo di stasi e di mancanza di obiettivi significativi in ottica di Eurozona. Le parole di Draghi non fanno altro che confermare tutto questo e fanno ben sperare investitori, mercati indici e azioni in ottica di UE.