Firmato a Siena un patto contro le frodi alimentari




Parte da Siena, per volontà del procuratore Salvatore Vitello, l’azione congiunta di Regione e Procure che punta a rafforzare le attività di prevenzione e di repressione delle frodi alimentari in Toscana. Questa mattina, nel palazzo di giustizia di Viale Franci, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, il procuratore generale presso la corte di appello di Firenze, Francesco d’Andrea e i procuratori della Repubblica di Firenze, Arezzo, Grosseto e Siena hanno firmato un protocollo d’intesa per una collaborazione che prevede controlli più intensi e attività di contrasto all’illegalità nel settore agroalimentare. Con il patto verrà rafforzata anche la spinta all’emersione del lavoro sommerso e dell’evasione fiscale.

La Regione Toscana metterà a disposizione delle procure una task force composta da 50 addetti, 20 amministrativi provenienti dal Sistema sanitario regionale e 30 giovani selezionati attraverso i bandi del Progetto Giovanisì. A Siena ne arriveranno 18, numero stabilito in rapporto alle DOP e alle IGP presenti sul territorio. Sarà l’Estar, l’ente regionale di supporto tecnico per le Asl, a selezionare i dipendenti.

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Con il protocollo viene istituito anche un tavolo di monitoraggio che controlli le attività di prevenzione e di repressione delle frodi. Il patto firmato stamani potrà essere allargato agli enti, amministrazioni o forze di polizia che ne vorranno fare richiesta.

«L’agricoltura – ha detto il governatore Rossi– è un settore che va bene con un’occupazione in crescita e con esportazioni aumentate negli ultimi due anni e con giovani sempre più interessati a lavorarci . Per questo va tutelata».

«Quello di oggi è un messaggio forte che vogliamo dare – sottolinea il procuratore D’Andrea – per un settore importante non solo per l’economia della Toscana, ma anche per la tutela della salute dei cittadini. La Toscana non è terra di mafia ma è una terra ricca nella quale le mafie s’infiltrano per condizionare le imprese che svolgono la loro attività in maniera legale e per condizionarle con metodi che purtroppo tendono a portarle fuori mercato, acquisendo illegalmente posizioni che altrimenti non riuscirebbero ad avere».

Immediata la reazione positiva di Coldiretti regionale: «La firma di questo protocollo tra Regione Toscana e Procure* ci conforta nel continuare a perseguire gli obiettivi che ci siamo dati con la costituzione dell’Osservatorio sulle Agromafie costituito nel 2014 e alla cui presidenza del comitato scientifico c’è Giancarlo Caselli. Continueremo nell’azione di monitoraggio e di proposta per rendere sempre più efficaci le azioni di contrasto a questi fenomeni malavitosi che mortificano l’economia del territorio e mettono a rischio la salute dei cittadini. Siamo convinti – conclude Coldiretti Toscana – che la legalità sia un valore aggiunto per le nostre imprese e per il territorio».

Katiuscia Vaselli