Arriva la ripartizione dei fondi per il Dopo di noi a favore delle Regioni




Arriva la ripartizione dei fondi per il Dopo di noi a favore delle Regioni.
C’è una finestra che si apre in una realtà che sembra appartenere solo ad alcuni: scorgendo al di là dell’orizzonte accade di vedere un mondo in cui si incontrano, nel cerchio della vita, genitori e figli e di nuovo figli e genitori, in un tempo diverso. Pensando ai disabili, il cerchio della vita incontra tutte le età, senza distinzione.
Il genitore sostiene il figlio disabile: il suo pensiero va a cosa succederà dopo, quando il suo bimbo diventerà uomo e la natura farà il suo corso. Il figlio accudisce il genitore che ha, purtroppo, trovato più di un limite funzionale con gli anni che avanzano e meno autonomia rispetto a ogni ieri.
La finestra si apre in un’estate torrida ripartendo, a favore delle Regioni, le risorse del fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave, che non possono contare sul sostegno familiare. La base di calcolo è la quota di popolazione regionale residente nella fascia d’età 18-64 anni, base Istat.
Così, come previsto nella legge Dopo di noi (n. 112/2016) con DM registrato il 21 luglio alla Corte dei Conti e in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, arrivano 38,3 milioni di euro per questo tipo di interventi.
Poche volte ci soffermiamo a guardare i dati oltre la finestra della disabilità.
La nota Istat datata maggio 2017 ci consente di farlo.
Si tratta di circa 3,2 milioni di individui, di cui 2 milioni e 500 mila anziani (più donne che uomini) e 540 mila che hanno meno di 65 anni. La metà degli under 65 non riceve aiuti dai servizi pubblici, né si avvale di servizi a pagamento. Di loro si curano esclusivamente i familiari conviventi.
Vivono da sole circa 52 mila persone (con meno di 65 anni) di cui il 23% usufruisce di assistenza pubblica sanitaria o socio sanitaria e il 15,5% paga l’assistenza a domicilio di cura alla persona. Il 54%, invece, ovvero 28 mila persone, ricorre solo all’aiuto di familiari non conviventi. Ci sono poi altre 10 mila persone under 65 che non possono contare su nessun aiuto. Il loro “dopo di noi” ha già avuto inizio (anni di riferimento della rilevazione 2012-2013).
Per identificare la platea dei potenziali destinatari del Dopo di noi si sono utilizzati proprio i dati Istat 2012-2013 sulle condizioni di salute, anche se si sottolinea che le fonti attualmente esistenti, non consentono di svolgere il compito con sufficiente precisione.
Sul punto, rilevano, a mio avviso, due ipotesi di stima:
l’inclusione dei disabili gravi under 65 che vivono soli e hanno perso entrambi i genitori (38 mila) e quelli (89 mila) che vivono con genitori anziani (over 64), per un totale di circa 127 mila individui;
circa due terzi delle persone con disabilità grave potrebbe sopravvivere a tutti i familiari (genitori e fratelli), quindi nell’arco dei prossimi cinque anni circa 12.600 disabili perderanno tutti i familiari.
È qui che il cerchio della vita si incontra, nei figli che sopravvivono a chi può accudirli e nei familiari che invecchiano, diventando anch’essi meno autonomi.
Per la Toscana sono previsti 2.336.300 €.
Risorse per dare una casa adeguata e percorsi di inclusione sociale e consapevolezza.
Che si può sopravvivere, al tempo, con dignità.
Maria Luisa Visione

 

 

Per completezza questa è la ripartizione per Regione: