“Sicuro morì ai Ponticini” Storia di un proverbio




“Sicuro morì ai Ponticini”

A quanti di voi è capitato di sentire o di recitare almeno una volta queste parole? Per chi vive a Siena o provincia è quasi prassi mettere in guardia le persone con questa semplice frase. Il significato è chiaro a tutti: mai essere sicuri al 100% di una cosa, qualsiasi essa sia.

Ma quanti di voi conoscono l’origine di questo proverbio? Con questo post proverò a spiegarvelo nel modo più chiaro e semplice possibile. E’ mia premura dire che ciò che andrete a leggere è frutto di numerose ricerche (o per meglio dire chiacchere di paese) con gli anziani abitanti dei borghi dove questa storia prende origine.

Luigi Brogi, in arte Sicuro, era un mercante di San Marcellino che nei primi del 1900 si recava tutti i giorni a Siena col suo calesse per vendere le proprie merci (in particolar modo pelli di coniglio). Il pomeriggio del 18 Aprile 1923, ritornando verso casa dopo un’intensa giornata di lavoro, fu fermato da due persone che cercavano un passaggio per Pianella. Ignaro di ciò che stava per accadere invitò i due uomini di salire con lui, ma una volta giunto ai “ponticini” (un piccolo ponte su un rigagnolo a pochi passi da San Giovanni a Cerreto), essi si rivelarono essere dei briganti, uno dei due puntò un coltello alla gola del malcapitato e recitò sei semplici ma incisive parole: “o la borsa o la vita”. Sicuro non voleva cedere a ricatti e dare via il frutto di una dura giornata di lavoro  (5 lire), lottò con tutte le sue forze ma alla fine uno dei due banditi lo prese con forza e, facendogli sbattere la testa sulla ruota del calesse, lo tramortì lasciandolo morente a terra, dove spirò l’ultimo respiro dopo una breve agonia. Uno dei due banditi fu trovato e catturato a Montevarchi pochi giorni dopo.

Nel luogo della morte si erge una lapide in suo onore con incise le parole “ucciso barbaramente”.

sicuro-ponticini

Andò meglio a Livio Vannoni , ragazzo quindicenne di San Giovanni a Cerreto, che era solito recarsi tutti i giorni a Siena per fare l’apprendista nei negozi artigiani. In un giorno non precisato del 1915 fu fermato dai banditi  ai “ponticini” mentre tornava a casa; essi gli ordinarono di andare a comprare un po’ buristo alla bottega di Ponte a Bozzone, il ragazzo eseguì gli ordini senza pensarci e da quel giorno ottenne il lasciapassare per quella strada.

Questa è la storia di Luigi Brogi, in arte Sicuro, invito chiunque di voi ad ampliarla e incrementarla con i racconti dei vostri nonni. Condividete questo racconto perchè il nostro territorio è pieno di aneddoti e curiosità che non vanno dimenticati, i giovani d’oggi meritano di conoscere il passato di questa terra che tanto ci ha dato e continuerà a darci.

Michele Prugnoli per Il tesoro di Siena




  • Francesco Amadio

    E il povero Tranquillo?

  • Luca Anichini

    Negli anni ’90 anche io feci questa ricerca,chiedendo informazioni a tutti i clienti dell’Officina Meccanica Vecchi (dove lavoravo) e che serviva quasi tutte le fattorie di Siena e dintorni.

    Riuscii a raccogliere le più svariate versioni, finché capito che una vecchietta che abitava lì a due passi, mi sentì chiedere informazioni su “Sicuro” e mi disse che lei lo conosceva bene e per la precisione lo chiamava il “sicurino” mi raccontò la storia (che corrisponde all’articolo) e mi spiegò dove trovare la lapide.