Quasi mille anni di storia conservati nell’Archivio storico dell’Opera della Metropolitana di Siena




Nell’aprile del 2016 si sono conclusi i lavori di ristrutturazione dell’Archivio storico dell’Opera della Metropolitana di Siena, un tesoro di storia

Studiosi e appassionati dall’aprile del 2016 sono tornati a consultare i documenti conservati nell’Archivio storico dell’Opera della Metropolitana di Siena. Sono stati infatti conclusi un anno fa i lavori di ristrutturazione interna dei locali della sede, al cui interno sono custoditi i più antichi documenti storici e artistici riguardanti la costruzione della Cattedrale e del suo corredo.

I locali che ospitano l’Archivio storico erano già stati ristrutturati e adibiti a questa funzione nel 1951, all’epoca del rettore Umberto Sterbini Del Vescovo, mentre il fondo archivistico aveva subito un intervento di riordino nel 1991 da parte del professore Stefano Moscadelli, che, come risultato finale, vide la pubblicazione dell’Inventario. Con la recente ristrutturazione si è provveduto a riorganizzare l’ambiente in linea con le moderne norme vigenti in quanto a sicurezza, a realizzare strutture consone alla conservazione più idonea dell’intero patrimonio archivistico e ad intervenire sulla documentazione prodotta dall’Ente negli ultimi 30 anni per poterla inventariare e riversare nel fondo storico. Nei 100 mq dell’Archvio sono stati effettuati interventi, curati dall’architetto Roberto Fineschi, sia e a livello architettonico che statico. È stata estesa poi la pavimentazione in travertino a tutti i locali. Per le scaffalature è stato predisposto un sistema che permetta di non usare scalei.

Il fondo storico dell’Archivio dell’Opera Metropolitana è di fondamentale importanza per la storia del patrimonio artistico-architettonico, e non solo, della città di Siena, poiché custodisce al suo interno la documentazione relativa alla Fabbrica della Cattedrale e a tutti gli affari gestiti dalla Fabbriceria senese, già a partire dai primi anni del XIII secolo, oltre ad una piccola collezione di pergamene risalenti addirittura all’XI sec.. Il documento più antico custodito è un atto notarile datato maggio 1085; vi troviamo poi un importante fondo musicale, costituito da una notevole quantità di partiture di musica sacra; una nutrita collezione di disegni, stampe, fotografie, tra cui le più importanti sono esposte alle pareti dei locali. In particolare sono da segnalare quattro progetti architettonici su pergamena databili tra il 1315 e il 1339. L’archivio ha dato inoltre una nuova e più idonea sistemazione anche alla collezione di libri corali, che per la loro particolare struttura (cartacei o pergamenacei, con rilegature in legno, cuoio e metallo) necessitano di armadi con un buon sistema di areazione e che permettano di poter dare loro una disposizione che non comprometta le rilegature originali.