24 luglio 1788:l’arcivescovo Tiberio Borghesi concede all’Aquila la chiesa di san Giovanni ai Tredicini

Il 24 luglio 1788 l’Arcivescovo Tiberio Borghesi, dietro supplica del priore della Contrada dell’Aquila, Vincenzo Lecchini, concesse alla Contrada la chiesa di San Giovanni ai Tredicini, con l’annessa sacrestia e tutti gli arredi sacri.

La Compagnia dei Tredicini fu una di quelle soppresse dal Granduca Pietro Leopoldo il 21 marzo 1785, quando ordinò l’abolizione di “tutte le Compagnie, Congregazioni, Congreghe, Centurie e Confraternite di qualunque nome e natura essere si possano dentro tutto il Granducato, o siano di ecclesiastici, o siano di laici, uomini o donne, comprensivi anco i così detti Terzi Ordini di qualunque sorta”.

La Compagnia Laicale di San Giovanni Battista era stata fondata nel 1607 ed era detta “dei Tredicini” perchè composta di tredici membri, ossia quanti erano Gesù con gli apostoli durante l’ultima cena. Dediti alla preghiera e all’assistenza religiosa, i Tredicini celebravano con particolare solennità la ricorrenza della nascita del Battista, nella domenica infraottava del 24 giugno.

Dopo essersi radunati sotto il Duomo nel settembre del 1629, Girolamo Pecci donò loro il “suo casalone per fabbricarvi una chiesa” posto nel Casato, sopra a Fonte Serena. Lì venne costruito un oratorio, opera dell’architetto Flaminio del Turco, che fu arricchito da tele di artisti senesi come la “Moltiplicazione dei pani e dei pesci” di Domenico Manetti, la “Nascita, circoncisione e imposizione del nome del Battista” di Bernardino Mei oppure la “Sacra Famiglia con Giovannino e Tommaso Caselli nelle vesti di S. Tommaso” di Astolfo Petrazzi. Un altro prezioso quadro, la “Sacra Famiglia con S. Giovannino, i genitori e due angeli” di Sebastiano Folli venne dato in uso nel 1800 al sacerdote Gaspero Petrini, parroco di San Pietro a Ovile, e si trova ancora nell’oratorio dell’Aquila.

di Maura Martellucci e Roberto Cresti