11 agosto 1715: fa il suo ingresso in città l’arcivescovo Alessandro Zondadari




L’11 agosto 1715, nominato arcivescovo di Siena il 21 gennaio da papa Clemente XI, Alessandro Zondadari fa il suo solenne ingresso in città, ingresso celebrato con grande enfasi e sforzo organizzativo ed economico.

Contrade, enti religiosi, arti e privati predisposero nell’occasione un grandioso apparato effimero, come attestano alcuni disegni del Macchi. La Torre e il Leocorno, sotto la direzione del pittore Feliciati, allestirono un arco d’ordine toscano nei pressi del Santuccio, coronato in alto dalle insegne delle due Contrade.

All’arco di San Maurizio, invece, fu realizzato un portone dorico con il contributo di Civetta, Montone e Tartuca, che vi apposero le loro bandiere, mentre al Casin de’ Nobili Nicchio e Onda avevano eretto un arco “formato rozzamente d’alcuni scogli, giù pe’ quali erano dipinte varie cadute d’acqua con alcuni nicchi”.

L’unica Contrada che non contribuì ai festeggiamenti fu l’Aquila, ancora per poco assente dalla vita pubblica. L’Accademia dei Rozzi, si rese promotrice della realizzazione strutturalmente più imponente ed artisticamente apprezzata: un grandioso arco trionfale che fu eretto tra via del Capitano e piazza del Duomo.

Fu anche un grande successo personale per Niccolò Nasoni che ebbe la direzione del progetto. Una descrizione dettagliata dell’arco, di stile dorico, ispirata al “disegno di Calliope del trionfo eroico“, che presentava sulla sommità una gigantesca figura della Fama con statue dipinte della Gloria, della liberalità e di altre discipline artistiche, scientifiche e letterarie, mentre nelle nicchie erano istoriate le virtù cardinali si ha grazie anche ad un disegno giunto fino a noi.

di Maura Martellucci e Roberto Cresti