Sanità, il direttore Asl Toscana sud est Enrico Desideri: “Nessun taglio ai servizi, ottimizzazione dei costi”




Nessun taglio ai servizi al cittadino e ottimizzazione dei costi amministrativi. Si è espresso così il direttore generale della Asl Toscana sud est, Enrico Desideri, intervenendo sul tema dei tagli in sanità a livello regionale, ampiamente dibattuto e cavalcato nella campagna elettorale.

“Riconosciamo che la nostra Sanità abbia bisogno di risorse, anche se negli ultimi anni abbiamo visto segnali importanti da parte della Regione e dello Stato. L’impatto dell’innovazione, soprattutto per i farmaci di nuova generazione, è sicuramente fondamentale, ma condividiamo con i nostri professionisti l’impegno a farne un uso sempre più appropriato. Per quanto riguarda il personale, vogliamo tranquillizzare i cittadini dell’Area Vasta che la nostra progettazione, attenta soprattutto a una equa assegnazione di risorse in funzione dei bisogni assistenziali, punta a una ottimizzazione dei costi, in particolare in ambito amministrativo e tecnico, mettendo a frutto l’accorpamento di alcune funzioni amministrative interne all’Azienda. Nessun servizio al cittadino sarà ridotto, anzi, attraverso l’innovativo progetto delle Reti Cliniche Integrate e Strutturate, l’assistenza sarà ancora più di prossimità, grazie alla stretta collaborazione tra medici di famiglia e specialisti”.

La Regione Toscana ha chiesto sacrifici, soprattutto sul fronte del personale, necessari per pareggiare il bilancio annuale della sanità. 6 milioni di euro da risparmiare sul personale per Careggi, la Asl Toscana Centro il doppio, 12. 10 milioni per la Nord-Est e la Sud- Ovest, mentr le aziende ospedaliere di Pisa e Siena tra i 4 e i 5 per un totale di circa  45 milioni di euro.

Per mantenere le spese sotto controllo, necessaria la riduzione della spesa farmaceutica, anche se a preoccupare maggiormente è il settore che riguarda il personale e sul quale si è aperto ampio dibattito sociale e politico, anche alla luce delle disattese assunzioni che dovevano essere fatte nello scorso anno.

Un’imposizione che arriva direttamente da Roma, sulla base della legge del 2011 dove si impone una spesa per i dipendenti dei sistemi sanitari deve uguale a quella del 2004 ridotta dell’1,4%. Tutti in pari entro il 2020, come richiesto dal Mef, con una serie di tagli progressivi.